Sport e salute, restando a casa

Tra le poche attività permesse all’esterno delle mura domestiche le brevi passeggiate, magari assieme al proprio cane, in prossimità di casa

“Puoi passeggiare vicino alla tua abitazione ma non in gruppo. Usa la bicicletta solo per i tragitti casa-lavoro”, dice il vademecum diffuso dalla Provincia sul decreto #iorestoacasa, che, pur con le necessarie restrizioni, permette agli sportivi di non accantonare del tutto la buona pratica motoria. È evidente però come in questa situazione di reclusione forzata non sia possibile svolgere l’attività fisica a cui normalmente siamo abituati, e la salute in qualche modo potrebbe risentirne.

“Il rischio minimo, ma molto diffuso, è che tra qualche settimana ci troveremo con qualche chilo in più, dato che una delle attività alternative più gettonate in questo periodo è la cucina”, ci spiega Paolo Crepaz, medico chirurgo specialista in medicina dello sport e in terapia fisica e riabilitazione, a cui abbiamo chiesto quali problematiche potrebbero derivare dall’inattività obbligata. “Il danno sarà commisurato al tempo, ed ora non sappiamo quanto potrà durare. Finché si tratta di alcune settimane non vedo grossi rischi – prosegue Crepaz – ma se questa situazione dovesse andare avanti per mesi potrebbe avere dei riflessi negativi da due punti di vista: il primo psicologico, per tutti coloro che considerano l’attività fisica come parte integrante della loro vita, che hanno obiettivamente la necessità di muoversi e respirare aria pulita; il secondo invece è legato alla salute di chi ha un effettivo bisogno di fare attività fisica: per un cardiopatico, un diabetico o un iperteso, non muoversi significa rinunciare alla medicina più naturale che esista”.

Praticare moto quindi è sempre consigliato, e anche in piena emergenza chi può non ha scuse per fermarsi del tutto. “Purtroppo non si potrà andare in posti belli, ma in Trentino abbiamo la fortuna di poter passeggiare in un territorio pulito e piacevole. Tanti poi hanno rispolverato la cyclette e stanno girando moltissimi video che suggeriscono attività fisica da fare a casa, dallo yoga alla ginnastica dolce”, suggerisce ancora il dottor Crepaz, considerando che l’elemento motorio è comunque solo un aspetto del concetto di salute: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che per salute non si intende solo l’assenza di malattia, ma il pieno benessere fisico, psicologico e relazionale. Posto che stiamo vivendo una situazione molto seria, con persone che stanno morendo e altre che hanno visto crollare la propria attività economica, questo periodo può essere un’occasione per prendere coscienza della dimensione più ampia della salute e sviluppare gli altri due aspetti, in genere curati meno rispetto a quello fisico”.

È sempre nell’ambito della salute infatti che vanno incasellati i passatempi culturali e le azioni creative volte a migliorare il nostro benessere psicologico a cui ci dedichiamo in queste giornate, mentre la gara di solidarietà ed il senso di comunità che si stanno sviluppando sono certamente concetti legati al benessere relazionale di cui la nostra società è spesso carente.

“Perché la salute sociale è quella di ognuno di noi”, conclude il dottor Crepaz, “ed il fatto che il nostro stare bene sia strettamente legato a quello degli altri è un concetto che prima d’ora nessuno aveva chiaro in maniera così evidente. Questo deve farci pensare, ma citando le interviste che ho letto in questi giorni a due sportivi come Mancini e a Mihajlovic, voglio credere al fatto che ne usciremo migliori di prima, più consapevoli e più aperti. Miahjlovic diceva che torneremo a gustare il calcio, io dico che gusteremo molto di più il valore di una camminata, andare nella natura, guardare un tramonto. Quando torneremo a fare ciò che ora non possiamo fare avremo occhi nuovi

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