Rovereto, dalla Diocesi alloggi per medici e infermieri

La struttura di Rovereto a disposizione di medici e infermieri

Si trovano a Rovereto due delle cinque strutture (le altre sono a Rallo, Arco e Zambana) messe a disposizione dalla diocesi per dare un alloggio a medici e infermieri coinvolti nell’emergenza sanitaria.

La prima è l’ex canonica della parrocchia di Santa Maria, in via S. Croce, in posizione favorevole perché a pochi passi dall’ospedale. Il servizio, gestito dalla Caritas fino a tempo fa, è ora coordinato dall’associazione Solidale 365 (fondata nel 2010 anche a sostegno di bambini in situazione di svantaggio) che da diversi anni accoglie persone che si trovano a passare le proprie giornate ad assistere i propri parenti presso l’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto.

“Sono diverse le persone – spiega Paola Ceschini, coordinatrice del servizio – che, venuti da tutta Italia per assistere i propri cari, si intrattengono da noi per qualche giorno”. La permanenza presso la struttura gestita dall’associazione, infatti, è estremamente conveniente, in quanto non vi è una tariffa da pagare, ma a una semplice e personale offerta. “Devo dire, però, che la generosità delle persone non è mai mancata” ha aggiunto Ceschini, che si definisce come volontaria part-time.

Insieme ad altri 4 volontari, Paola Ceschini gestisce questa struttura, ancora di proprietà parrocchiale: 3 stanze, un ambiente comune con cucina condivisa, per ospitare fino a 8 persone. Lo scorso anno “Solidale 365” ha accolto un totale di 74 persone, con oltre 245 giorni di servizio! Un servizio di volontariato che crea sviluppo sociale, come il supporto di lavanderia delle Formichine, ma anche come dimostrano le belle amicizie che, talvolta, sono nate fra ospiti e volontari. “Anche alle persone ospiti – spiega ancora Ceschini – fa piacere poter condividere le proprie preoccupazioni e condizioni con chi è li per lo stesso motivo”.

Nelle ultime settimane in cui è scoppita l’emergenza Coronavirus, l’Associazione ha deciso – vista anche la cancellazione di diverse visite e operazioni chirurgiche – di rendere più mirata l’accoglienza. Le camere della ex canonica, così, sono state riservate al personale sanitario che, per varie ragioni, fosse impossibilitato a tornare a casa. Attualmente le tre camere, ospitano una dottoressa, un infermiere e un’operatrice OSS. “Li ho sentiti molto stanchi, ma motivati e contenti di fare il loro lavoro a servizio di tutti” racconta Ceschini.

La parrocchia di Santa Maria, insieme al proprio parroco don Rolando, metterà a disposizione un altro ambiente di proprietà, al fine di poter ospitare altri tre operatori sanitari. Un esempio virtuoso, che altre parrocchie potranno imitare così da rendere realtà ciò che Ceschini definisce “collaborazione e senso di responsabilità tra vari livelli”.

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