A Campitello la forza delle lacrime

L’Arcivescovo durante la Messa domenicale (foto Gianni Zotta)

E’ cominciato mercoledì 27 maggio dal cimitero di Pergine, in una delle zone dove il virus ha compromesso la vita di molti anziani, il pellegrinaggio di preghiera e di memoria (ne parliamo anche a pag. 23) che l’Arcivescovo Lauro aveva annunciato già nei primi giorni della pandemia.

Una Messa non annunciato pubblicamente (per evitare assembramenti), un segno quasi nascosto, alla presenza soprattutto dei familiari che si è rinnovato domenica pomeriggio anche nelle comunità fassane di Campitello e Canazei, alla presenza dei sindaci, delle forze dell’ordine e dei volontari.

Campitello di Fasssa ha perso nei primi giorni di marzo il proprio amato e dinamico parroco a causa del Covid 19, don Trottner, una figura nota in tutta la valle anche per il suo precedente servizio pastorale e per la cura del notiziario decanale. Dall’ultimo incontro con don Luigi  è partito l’Arcivescovo ricordando lo sguardo e le lacrime di questo sacerdote “che aveva ancora l’entusiasmo dei bambini di Dio, di quegli uomini che, come i bambini, dialogano con Dio pieni di fiducia. Don Luigi non aveva dubbi su Dio, sulla sua presenza, sulla forza dello Spirito Santo. Come un bambino si fidava di lui, per lui viveva, con lui camminava nella preghiera”.

L’Arcivescovo ha fatto riferimento anche ad una commossa lettera di due villeggianti tanto riconoscenti a don Luigi per l’accoglienza assicurata in questi anni. E non ha dimenticato la dottoressa Gaetana Trimarchi, prima e unica vittima fra i medici in servizio in Trentino, apprezzata nel suo servizio “di base” in val di Fassa.

“Pur nello scetticismo dilagante – ha ricordato nell’omelia don Lauro, accompagnato da un servizio liturgico ridotto a causa delle restrizioni, inconsueto per la colorata solennità e sonorità fassana  – siamo invitati ad andare a vedere le meraviglie di Dio che con il suo Spirito abita l’intera umanità”.

L’Arcivescovo ha auspicato che la comunità possa trovare conforto nella fede e nella solidarietà: “non perdete l’amore all’Eucaristia, al rosario e alla carità che caratterizza la vostra famiglia”. Uscendo sul sagrato poi, rivolgendo qualche parola a chi aveva dovuto seguire la Messa dall’esterno, don  Lauro ha ammesso che avrebbe voluto stringere la mano a tutti ma spera di poterlo fare quanto prima, magari in occasione della tumulazione di don Trottner sotto il protiro della chiesa di Campitello dove riposano i parroci della comunità

Accompagnato da don Mario Bravin, parroco di Canazei al quale è stata affidata anche la comunità di Campitello, l’Arcivescovo si è recato anche al cimitero per pregare per tutti i defunti sulla tomba dell’anziano sacerdote di origine fassana.

Nelle due prime visite dell’Arcivescovo ai luoghi del dolore, in cui ha accennato anche alla “forza delle lacrime”, è venuta anche anche l’indicazione a non dimenticare “l’enorme dolore” degli altri, a fare memoria di quanto successo nei giorni scorsi, perchè – come ha detto Papa Francesco proprio a Pentecoste (vedi sotto): “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”.

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