La regina smarrita

Nonostante le parole dell’insegnante “con il top bar non si impara a fare gli apicoltori!” che ci rimbombavano in testa, due di noi votavano Zander, versione tedesca(!) dell’originale arnia a cassetta Langstroth dotata di telaini estraibili, che ha trasformato l’apicoltura in un’attività commerciale su larga scala nel XIX secolo, e due top bar, un sistema innovativo, ancora poco conosciuto.

I primi miravano al miele, i secondi all’apicoltura naturale.

Ed eccoci qui: due Zander e due top bar! Mossa molto sconsigliata dagli apicoltori perché è molto piú faticoso gestire due sistemi diversi. Quindi, per darci un po´di tempo di acclimatamento, abbiamo iniziato con due Zander e un mese e mezzo dopo con i due top bar.

L´arnia Zander è dotata di una o piú casse incastrate una sopra l’altra, mentre il top bar è  un sistema a forma trapezoidale di origini keniote che, invece che verticalmente, si sviluppa orizzontalmente, ed è dotato di una sola grande cavitá. Stesso numero di telai, che peró sono costituiti da semplici barre superiori, da cui il nome, senza cornice.

Le nostre arnie Zander, versione tedesca dell’originale arnia a cassetta Langstroth

Il top bar è considerato quello piú naturale, dal momento che permette alle api di costruire favi e celle delle dimensioni che preferiscono. Se il sistema Zander prevede al di sotto uno/due nidi (casse di covata: uova, larve e pupe) e un melario in cima (cassa per il miele) nel top bar le api si organizzano infatti in modo autonomo, generalmente costruendo i favi di covata verso l’interno e quelli da miele verso l´esterno dell´arnia.

Top bar con telaini

Ora bisognava solo popolare le arnie di api. Per questo ci sono varie opzioni: si compra un pacco di api che  generalmente arriva in una cassetta con una griglia e la si inserisce nell´arnia versandovi le api, oppure si ricevono direttamente dai 4 ai 10 (il numero massimo per una cassa di arnia tradizionale) telai popolati di api, covata e miele. Di solito si comincia con 10-20 mila api. Per i più coraggiosi ed esperti, si puó anche optare per l’opzione ´sciame´ e andare a catturare una colonia di api selvatiche.

Ah, naturalmente in tutte queste opzioni la regina fa parte del pacchetto! Peccato che dopo sole due settimane ci siamo accorti che a uno Zander mancava proprio la regina (probabilità di uno su 20.000!).  Presumibilmente smarrita durante il “trasloco”.

È quindi partita la caccia a qualsiasi segno che mostrasse che la colonia sarebbe riuscita a rimpiazzare la regina. Celle di emergenza della regina sigillate, viste. Le api costruiscono celle da regina se vogliono sostituirla, se sono rimaste senza, o se sono in fase di sciamatura. Quindi quello era il nostro segnale!

Le api costruiscono celle da regina se vogliono sostituirla, se sono rimaste senza, o se sono in fase di sciamatura.

Qualche giorno dopo: celle aperte, viste. Significa che le nuove regine vergini erano nate e con buone probabilità si trovavano già in volo nuziale. Uova, non pervenute. Mmm… che sia andato male il viaggio e non abbiano incontrato fuchi attraenti?! Di conseguenza niente larve né pupe. Per qualche giorno abbiamo dato la colpa al brutto tempo e dopo un paio di settimane abbiamo visto nuove celle da regina. Forse questa era la volta buona, ma ancora nessuna traccia di covata.

Quindi, seguendo il consiglio di vari apicoltori, abbiamo inserito un telaio di covata dall’altro Zander per aiutare la colonia a ripopolarsi e crescere la nuova regina… ce l’avranno fatta le nostre eroine?!

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