Negozi chiusi nei festivi, via libera in Commissione

Con quattro voti a favore espressi dai consiglieri di maggioranza e due di astensione di Alessandro Olivi del Pd e Lorenzo Ossanna del Patt, la Seconda Commissione del Consiglio provinciale ha approvato stamane il disegno di legge Failoni sulle chiusure festive e domenicali degli esercizi commerciali del Trentino.

Dopo che nell’ultima riunione dei capigruppo il presidente del Consiglio Kaswalder aveva accordato la procedura d’urgenza richiesta dalla Giunta nonostante il no delle opposizioni, perché il ddl approdi al voto conclusivo in Aula già la prossima settimana, non si sono svolte le audizioni in Commissione.

Rispetto al testo, l’organismo ha dato il via libera a quattro emendamenti. L’unico proposto dall’assessore Failoni introduce una sanzione amministrativa da 200 a 1.200 euro per gli operatori che non rispetteranno l’obbligo di chiusura. Gli altri tre, firmati da Olivi e condivisi dopo una sospensione chiesta dall’assessore per trovare un accordo, sono all’insegna del recupero ex post del confronto con gli attori del sistema distributivo la cui mancanza ex ante è stata la principale critica da lui mossa al provvedimento. Critica espressa anche da Ghezzi e De Godenz.

Le modifiche concordate da Olivi con Failoni garantiscono che prima dell’approvazione della delibera affidata dalla legge alla Giunta dopo l’approvazione in Aula per individuare i Comuni più o meno turistici, vi sia una concertazione con le organizzazioni degli operatori commerciali, i principali sindacati dei lavoratori, le associazioni dei consumatori e le autonomie locali. Un altro emendamento del consigliere prevede che l’esecutivo ricerchi intese a livello territoriale con le organizzazioni datoriali e sindacali sul trattamento economico e gli orari per favorire la conciliazione tra tempi familiari e di lavoro. Il terzo emendamento di Olivi, approvato con alcuni ritocchi concordati con l’assessore, stabilisce che la Giunta riveda entro il 31 ottobre la delibera di attuazione della legge solo dopo aver acquisito preventivamente il parere delle Autonomie locali, delle associazioni dei consumatori locali, delle organizzazioni datoriali del commercio e delle OOSS.

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