“Malga Lagorai va ristrutturata, ma un agriturismo non ha senso”

La stalla di Malga Lagorai con il tetto danneggiato da Vaia

I l progetto è ben avviato: un agriturismo nel cuore della natura incontaminata del Lagorai, al centro di un delicato e prezioso ecosistema, a 1.870 metri sul livello del mare, raggiungibile solo tramite una mulattiera storica risalente alla Prima guerra mondiale.

A portare avanti l’idea di una riconversione di Malga Lagorai sono la Magnifica Comunità di Fiemme, il Comune di Tesero, la Provincia di Trento e la SAT, che per realizzarla hanno attinto ad un finanziamento provinciale destinato alla lotta ai cambiamenti climatici. Ma non tutti sono convinti della bontà della proposta.

“Per convincersi di quanto questo progetto sia assurdo basta andare sul posto”, dice il “Comitato Vicini al Lagorai”, nato poco prima del lockdown per approfondire ed informare la popolazione sugli aspetti meno chiari del piano.

“Non c’è dubbio che Malga Lagorai vada recuperata, ci siamo stati anche domenica scorsa e, soprattutto dopo Vaia, si trova in condizioni disastrose”, ci racconta Martina Senettin, tra i fondatori del Comitato: “Quello però non è proprio il luogo adatto per un agriturismo, essendo totalmente al di fuori delle rotte turistiche classiche, in terre molto selvagge. La nostra paura è che, aprendo strutture ricettive in quota, per fare arrivare la gente si passi a modifiche della viabilità sulle strade forestali, creazione di appoggi per e-bike ed altre infrastrutture che finirebbero per snaturare l’ambiente”.

Foto di gruppo con distanziamento per i membri del Comitato Vicini al Lagorai

Il problema quindi è il cambio di destinazione d’uso della storica malga, con quello che implicherebbe: “Cucina, lavastoviglie, frigoriferi, il generatore per l’energia elettrica, il problema dello scarico dei reflui, su cui nessuno ci ha ancora dato spiegazioni, con il lago e il suo ecosistema lì vicino”, denuncia il Comitato, evidenziando la mancanza, finora, di una Valutazione di Incidenza Ambientale del progetto, elemento necessario per iniziare i lavori un una zona così ricca di biodiversità, che il Comitato vuole tutelare anche al di là della riconversione della malga.

Composto da 8 persone, vicini della Magnifica Comunità e residenti, il gruppo finora si è dato da fare sul web, attraverso la pagina Facebook (Comitato Vicini al Lagorai, la mail invece è viciniallagorai@gmail.com), una petizione su change.org, addirittura con alcuni divertenti cortometraggi animati. Ma ora è tempo di misurarsi con l’attività dal vivo, spiega ancora Martina Senettin: “Dobbiamo cercare di battere su tutti i fronti in modo da raggiungere più persone possibile. Essendo una questione lontana anche da chi abita nella zona è difficile mobilitare la gente, ma pensiamo sia importante far sapere quali sono i progetti e di che cosa si sta parlando, perché fino a prima di iniziare le nostre ricerche non l’avevamo capito neanche noi”.

“Il nome scelto per il comitato, ‘Vicini al Lagorai’, evidenzia come il nostro obiettivo sia arrivare ad una tutela a lungo termine su tutta la catena, una zona di montagna unica, che va preservata”, continua la giovane, dando appuntamento ai prossimi eventi: “Sabato 4 luglio faremo un giro nella località della cascata di Cavalese con due micologi e una chimica erborista, alla scoperta dei funghi, delle erbe e dei frutti che il territorio, il Lagorai, ci regala. Sabato 11 invece in località Doss Zelòr, a Castello di Fiemme, l’etnografa Laura Zanetti ci racconterà il Lagorai come terra di pascoli e pastori”. Perché se Malga Lagorai è stato lo spunto, l’attività di informazione e sensibilizzazione del Comitato guarda oltre, proponendosi come una risorsa per il territorio negli anni a venire.

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