Andreatta, bilancio di fine mandato per il sindaco di Trento

Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta

Nella conferenza stampa di fine mandato, convocata questa mattina a palazzo Geremia, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha ripercorso i 25 anni di impegno amministrativo e i 22 anni in Giunta comunale (chiamato nel 1998 dall’allora sindaco Lorenzo Dellai), gli ultimi dieci da sindaco. Anni “caratterizzati da un’attività continua di riqualificazione della città”, con la spinta, ha detto, ad operare perché “la gente potesse vivere meglio la propria città”.

Tra le realizzazioni di cui si è detto orgoglioso, Andreatta ha ricordato il quartiere delle Albere, la riqualificazione del centro storico di Piedicastello “che non vide levarsi voci contrarie” e che si completerà con la pianificazione per la destra Adige (ex Italcementi), la pedonalizzazione del rione San Martino e di piazza santa Maria Maggiore. E, ancora, gli interventi che hanno reso Trento “una città verde”, con parchi come quelli del Magnete, di Campotrentino, di Melta (“Sono orgoglioso in particolare del terzo lotto: si diceva ‘è costoso’, ma è stato bello insistere”) e piste ciclabili, ma anche “una città ricca di storia e di arte”, capace di promuovere e ospitare eventi e manifestazioni  (come i tre Festival del cinema di montagna, dell’economia e dello sport), che l’hanno resa una città dal forte richiamo turistico. Lo testimoniano i numeri: dai 100 mila visitatori del 1989 al milione del 2019.

“Al prossimo sindaco auguro di trovare unità nel Consiglio e con la Giunta, nel rispetto delle differenze, per fare il meglio per la propria comunità”, ha concluso Andreatta, che rimarrà al suo posto fino al giorno dopo le elezioni amministrative del 20 settembre prossimo, per poi tornare a fare il professore alle superiori. “E’ la nuova sfida che mi attende”.

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