Il Trentino arbitro del “Giro d’Italia”

Foto Facebook Giro d’Italia

Decideranno probabilmente il vincitore del “Giro d’Italia” 2020 le due tappe trentine della centotreesima edizione della corsa rosa. I ciclisti arriveranno nella nostra provincia mercoledì 21 ottobre, con la diciassettesima frazione da Bassano del Grappa a Madonna di Campiglio.

 

Duecentotre chilometri che inizieranno risalendo brevemente la Valdastico, per scalare il lato destro della valle fino a Forcella Valbona passando per Tonezza del Cimone. Una salita molto lunga, con pendenze costanti e soprattutto numerose gallerie brevi, prima di affrontare l’altrettanto lunga discesa in direzione Calliano e arrampicarsi sul Monte Bondone dal versante di Aldeno. Dopodiché i corridori scenderanno verso Sarche, raggiungendo le Terme di Comano e Tione di Trento attraverso il passo Durone, per poi, partendo da Carisolo, percorrere in salita (con pendenze sempre attorno al 6,5%) tutta la Val Rendena fino al traguardo.

In salita, sul passo Campo Carlo Magno che porta in Val di Sole, sarà anche la partenza della Pinzolo-Laghi di Cancano di giovedì 22. Un tappone alpino di 207 chilometri (e oltre 5.400 metri di dislivello), dopo 45 dei quali la carovana affronterà l’inedito Passo Castrin, il valico nato dalla creazione, nel 1988, del tunnel Hofmahdjoch sulla strada della Val d’Ultimo.

Successivamente, dai sobborghi di Merano, i corridori saliranno a Foresta e quindi in Val Venosta, ripercorrendola quasi per intero prima di affrontare (neve permettendo) lo Stelvio e, immediatamente dopo una lunghissima discesa, le “Scale di Fraele”, 21 estenuanti tornanti che li condurranno ai laghi di Cancano, al confine con la Svizzera.

Tre i ciclisti trentini partiti da Monreale lo scorso 3 ottobre, tutti passisti-scalatori: il 33enne roveretano Cesare Benedetti, una delle colonne della BORA-hansgrohe di Peter Sagan, il 23enne perginese Nicola Conci, promessa della Trek-Segafredo di Vincenzo Nibali, e la “freccia di Nogaredo” Mattia Bais, 24 anni, neoprofessionista in forza all’Androni Giocattoli-Sidermac dello svizzero-colombiano Simon Pellaud.

Il 21 ottobre si correrà pure la Trento-Madonna di Campiglio di 78,2 chilometri, sedicesima frazione del terzo “Giro-E”, l’evento cicloturistico (unico al mondo) che si disputa con biciclette a pedalata assistita e che ricalca il percorso disegnato per il “Giro d’Italia” tradizionale, cambiando solo la località di partenza della tappa. Al via, tra gli altri, anche i “nostri” Gilberto Simoni e Moreno Moser.

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