Inaugurata a Palazzo Consolati la facoltà di Medicina di Trento

L’inaugurazione della facoltà di Medicina e Chirurgia a Palazzo Consolati

Anche se le lezioni sono partite il 19 ottobre, è stata ufficialmente inaugurata ieri la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento e di Verona. La sede è a Palazzo Consolati, proprietà della famiglia Lunelli, che ha messo a disposizione l’immobile di via Santa Maria Maddalena. “Un passaggio strategico fondamentale per un ateneo come quello di Trento, orientato sempre più alla ricerca”, l’ha definito il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini.

Negli ultimi giorni, con lo scorrimento delle graduatorie del test d’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia, sono stati raggiunti i sessanta iscritti al corso, trenta uomini e trenta donne, di cui quaranta provenienti dal Trentino Alto Adige.

Mancano ancora i corsi di specializzazione, a cui però Trento “guarda con attenzione”, come ha affermato Collini. “Ciò include – ha spiegato il rettore – anche una scuola di medicina generale. È molto importante che ci sia una forte integrazione con la medicina territoriale, perché i medici non si devono occupare solo dei malati, ma anche delle persone del territorio, che deve essere al centro della loro attenzione”.

Ha espresso soddisfazione anche Pier Francesco Nocini, rettore dell’Università di Verona. “È stato un anno d’intenso lavoro – ha affermato – ma è stato dimostrato grande entusiasmo da parte di tutti gli attori che hanno preso parte alla sperimentazione. Al termine dei sei anni – ha aggiunto Nocini – l’ateneo di Trento potrebbe diventare autonomo”.

Il rettore dell’Università di Verona ha anche rivolto un pensiero “a tutti coloro che sono morti in questi mesi, e specialmente agli operatori socio-sanitari”, il cui impegno deve ispirare le nuove generazioni di studenti che si approcciano a queste materie. “C’è una vocazione crescente da parte dei giovani verso professioni che comportano responsabilità”, ha affermato Paola Iamiceli, prorettrice alla didattica dell’ateneo trentino. “Si tratta di un progetto che è anzitutto culturale. La società infatti deve molto alla professione del medico”, ha aggiunto.

Erano presenti all’incontro d’inaugurazione, che si è svolto online, gli assessori alla cultura e all’Università del Comune e della Provincia di Trento, Elisabetta Bozzarelli e Mirko Bisesti, e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

“Questa – ha spiegato Bozzarelli – non è solo un’occasione in più per attirare qualche medico, ma anche un nuovo tassello da inserire nella relazione tra città e ateneo. Università e città non sono due coinquilini che devono dividersi gli spazi, ma due pilastri della comunità trentina”.

Secondo Fugatti, invece, l’Università di Medicina e Chirurgia deve essere portata “all’interno delle eccellenze che già ci sono in Trentino, come la Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach e il Cibio”. Bisesti ha ringraziato gli studenti iscritti al corso di laurea, “sessanta pionieri che, come noi, credono in questo progetto”.

L’Università di Medicina e Chirurgia di Trento offre un insegnamento all’avanguardia su molti temi, dalla medicina clinica alla robotica e all’intelligenza artificiale. Restano, come ha spiegato Edoardo Meneghini, rappresentante degli studenti, alcuni nodi da risolvere, quali gli spazi per i laboratori e le scuole di specialistica. “Sono sicuro, però, che ne verremo a capo – ha concluso – perché finora si è lavorato bene”.

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