Una rete di volontari a disposizione per portare a spasso il cane di chi è costretto a casa

In quarantena anche portare a spasso il proprio cane diventa un problema concreto

Come può una persona costretta in casa dalla quarantena e senza una rete familiare alle spalle portare a passeggio il proprio cane? Un problema concreto, questo, che ha fatto nascere una “rete di solidarietà” in vari Comuni del Trentino, tra i quali anche Caldonazzo e Pergine.

Alcune persone, infatti, si sono offerte volontarie per fare dog sitting gratuito, portando a spasso i cani di chi è chiuso in casa per motivi di salute o perché sta osservando il periodo di quarantena.

“Una signora di Cognola ha proposto quest’iniziativa scrivendo sul gruppo Facebook ‘Sei di Trento se’”, spiega Sara Boniciolli, che ha lanciato l’idea nel Comune di Caldonazzo. “Quando ho scritto il post su ‘Sei di Caldonazzo se’ riproponendo l’iniziativa – prosegue – in molti mi hanno scritto in privato, e una signora, Natalina Greco, si è anche offerta di aiutarmi”.

Le due volontarie hanno allora creato un gruppo WhatsApp e si sono messe d’accordo con i padroni degli animali che portano a spasso per incontrarsi in modo sicuro. “Abbiamo chiesto ai proprietari di legare il proprio cane sotto casa e di affacciarsi alla finestra, in modo tale che l’animale non si senta abbandonato”, racconta Sara. “Finora non abbiamo avuto particolari problemi, perché i cani che seguiamo sono adulti e quindi abituati a relazionarsi con persone che non conoscono”. Sono due le famiglie che hanno chiesto aiuto finora: una signora che vive da sola e una coppia che è in quarantena.

Le due volontarie si sono divise in due turni, uno la mattina e uno la sera, prima delle dieci. La prima richiesta di aiuto è arrivata pochi giorni fa: il dog sitting è ancora in fase sperimentale. “Sarebbe carino che la cosa si spostasse anche in altri territori e che, prendendo in considerazione anche una possibile chiusura futura, ogni paese si organizzasse con dei volontari”, auspica Sara. “In questo momento però, sia io sia Natalina – aggiunge – siamo disponibili ad andare anche in altri Comuni, come Levico e Calceranica. Stiamo anche cercando altri volontari in zona”.

Le persone aiutate dalle volontarie non hanno una rete di familiari alle spalle. “La prima signora che ci ha contattate – dice Sara – vive da sola con la sua cagnolina, che in questo momento è un pensiero in più per lei. Ci ha detto: ‘Mi guarda e non capisce perché io non possa portarla fuori’. Invece, durante il primo lockdown aveva avuto la fortuna di non ammalarsi, quindi non si era mai posta il problema”.

A Pergine, si sono mobilitati invece Alessandra e Antonio, responsabili di PetLab, che ha sede a Madrano e si occupa di offrire servizi di cura per gli animali. L’iniziativa copre il Comune di Pergine e i dintorni. “Abbiamo pensato di dare una mano a chi non riesce a uscire per motivi di salute o perché è in quarantena fiduciaria”, spiega Alessandra. “Ci facciamo contattare tramite la nostra pagina Facebook. Poi, usciamo bardati, con mascherine, guanti e tutto, prendiamo l’animale alla porta e lo accompagniamo nella passeggiata”.

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