Il fascismo non è un gadget: è partita la raccolta firme per la legge antifascista

Sono passati quasi 80 anni dalla caduta del regime fascista e del nazismo, ma non è difficile ancora oggi imbattersi in materiali o messaggi inneggianti alle due dittature che hanno devastato l’Italia e l’Europa fino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Basta una rapida ricerca sui social network per immergersi nella più becera propaganda nostalgica, che, sotto forma di paccottiglia di ogni genere, è facilmente reperibile anche in molti negozi, mentre nel dibattito pubblico il tema del fascismo torna ciclicamente in auge, sdoganato da movimenti o esponenti politici in evidente difetto di memoria storica. Nasce da queste constatazioni la proposta di Legge di iniziativa popolare “Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”, per cui è possibile firmare, fino al 31 marzo prossimo, presso tutti i Comuni del Trentino. A promuovere l’iniziativa, a livello nazionale, un comitato presieduto da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, piccolo comune in provincia di Lucca tristemente famoso per il tragico eccidio compiuto dai soldati nazisti, che all’alba del 12 agosto del ‘44 trucidarono 560 persone, tra cui 130 bambini, in una delle più sanguinose stragi compiute dagli occupanti tedeschi nel nostro Paese.

Quella di Sant’Anna di Stazzema non è certo l’unica però, tra le troppe ferite che fascismo e nazismo hanno inferto al territorio italiano, uscito devastato dal conflitto, e così oltre al Comune di Stazzema e al Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna, che hanno dato il via alla raccolta firme, si sono uniti nei primi giorni di campagna una miriade di associazioni, enti locali e singole persone, convinte dalla necessità di porre un argine al ritorno di queste ideologie che mai come oggi si rivelano ancora pericolose. “Il ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta: dal 2,7% oggi sono il 15,6%, e sono in aumento anche coloro che ridimensionano la portata della Shoah – spiegano dal comitato promotore -. Inoltre, secondo l’indagine, riscuote un “discreto consenso” l’affermazione, – fondata su una serie di fake news e revisionismi storici – secondo cui “Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”. In compenso secondo la maggioranza degli italiani, il 61,7%, recenti episodi di antisemitismo sarebbero casi isolati, che non sono indice di un reale problema del Paese”.

“Riteniamo fondamentale che dal basso si riparta per difendere i valori della nostra Costituzione e attualizzarli. È necessario che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere attraverso la propaganda, l’esposizione, la vendita di oggetti, di nuovo i simboli di quel passato tragico”, concludono i promotori, rivolgendo il loro appello ai cittadini. L’obiettivo delle 50 mila firme necessarie per portare in Parlamento la proposta di legge non è certo irraggiungibile, ed aumentano anche i volontari che, in accordo con il Comitato, si fanno promotori dell’istanza sui territori, dato che finora l’iniziativa non ha certo goduto di una grande ribalta mediatica.

Guardando alla provincia di Trento, al momento sono molti i Comuni ad essersi già attrezzati. Per firmare basta recarsi, muniti di un documento di identificazione in corso di validità, negli uffici del proprio Comune di residenza, o, come nel caso di Trento, dove è richiesto di concordare un appuntamento telefonicamente, anche presso le sedi delle Circoscrizioni. Nel caso non fosse presente il modulo, è possibile scrivere al comitato promotore alla mail info@anagrafeantifascista.it: gli addetti si metteranno in contatto con gli uffici comunali per sopperire il più rapidamente possibile alla mancanza della documentazione.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina