“Affetti speciali”, il Comune di Trento rilancia la solidarietà familiare

Si chiama “Affetti speciali”. E’ un progetto di solidarietà familiare istituito nel 1998 dal Comune di Trento (assessorato alle politiche sociali-servizio welfare). Oggi (venerdì 19 febbraio), nella sede dell’assessorato in via Bronzetti, il progetto è stato rilanciato. E’ stato infatti presentato un percorso formativo per volontari in quattro serate (via Meet, dalle ore 20 alle 21) che inizierà il prossimo 3 marzo (10, 17 e 24 le altre date; iscrizioni: stefania.stanchina@comune.trento.it; tel 0461 884535). Sono previsti incontri con operatori, volontari e associazioni che si occupano di temi sociali.

Al 31 dicembre dello scorso anno “Affetti speciali” ha svolto 66 interventi (nel 2019 sono stati 68) ognuno dei quali in carico ad un volontario, perlopiù donne. Sono interventi che coinvolgono nuclei familiari, per periodi variabili a seconda delle situazioni, con figli piccoli (per la maggioranza si tratta di madri single e famiglie straniere). I bimbi, in accordo con i familiari, vengono seguiti dai volontari alcune volte la settimana ad esempio nel fare i compiti o attività sportive, giocare, nell’accompagnamento a scuola.

Anna Giovanazzi è una volontaria: “Noi siamo un po’ la cerniera tra la scuola e la famiglia. I piccoli hanno bisogno di attenzioni anche minime per essere stimolati nella loro autostima, ancora di più in questo periodo difficile”. “E’ un percorso di aiuto, accompagnamento e affiancamento a genitori e figli per creare un senso di comunità” hanno sostenuto l’assessora Chiara Maule e Stefania Stanchina del servizio welfare.

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