Sicor, lavoratori di nuovo davanti ai cancelli

I lavoratori Sicor in mobilitazione.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 17 marzo, operai e impiegati della Sicor hanno nuovamente incrociato le braccia, uscendo dallo stabilimento e venendo accolti da rappresentanti delle aziende metalmeccaniche di tutta la provincia. Un presidio composto, in periodo di “zona rossa”, coi lavoratori distanziati e muniti di mascherine, che non si sono però fatti scoraggiare dall’emergenza sanitaria e hanno deciso di continuare a rivendicare i propri diritti e protestare contro i tagli unilaterali agli stipendi delle maestranze.

Al presidio in Via Caproni erano presenti i rappresentanti di Dana, Metalsistem, Ninz, Sata, Sapes, Sandvik, Pama, ZF, Meccanica del Sarca, Gpi e molte altre aziende. In molti hanno preso la parola, usando il megafono, per esprimere la propria solidarietà ai colleghi in sciopero e per rimarcare che questa è una vertenza che riguarda tutto il mondo del lavoro. “Si solidarizza per aiutare, ciascuno coi propri mezzi, le maestranze della Sicor, ma anche per mandare un segnale forte alle proprie aziende, affinché nessuno pensi di poter seguire le orme della Direzione della Sicor”, spiegano dalla Fiom.

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