Ritardi nell’accoglienza a Trento, il Gip ordina un’indagine

Un gruppo di richiedenti asilo residenti al campo di Marco di Rovereto nel 2018. Foto © Gianni Zotta

Ha avuto un seguito l’azione dell’Assemblea Antirazzista di Trento, che assieme all’avvocato Giovanni Guardini, del Foro di Rovereto, aveva fatto denuncia contro ignoti per omissione di atti d’ufficio, nella vicenda di un richiedente asilo di nazionalità afgana che, invece di essere accolto nel sistema d’accoglienza trentino, anche a seguito di una sua richiesta scritta, fu lasciato sulla strada dalle Autorità preposte all’accoglienza, senza alcuna motivazione, né risposta.

Un caso emblematico della prassi illegittima che ha riguardato e riguarda ancora oggi numerosi richiedenti asilo giunti autonomamente in Trentino, soggetti a gravi ritardi nella procedure di accoglienza, che non permettono loro di formalizzare l’istanza di protezione né a entrare in un centro di accoglienza nei tempi stabili dalla normativa.

Come spiega un articolo di meltingpot.org, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, affermando che il fatto denunciato era “meramente politico” e ripercorrendo, in parte, le motivazioni della richiesta di archiviazione della Procura di Catania nel caso del sequestro di persona sul caso Diciotti, poi non accolta dal Tribunale dei Ministri di Catania. Nell’opposizione all’archiviazione veniva affermato che “le Autorità avevano il preciso dovere, senza alcuna discrezionalità, come previsto dalla normativa italiana ed europea, di accogliere il richiedente asilo cd. dublinato e non lasciarlo sulla strada, mettendo in tal modo a rischio la salute e la vita dello stesso”.

Ora il provvedimento, depositato lo scorso 3 maggio, del Giudice per le indagini preliminari, che ordina alla Procura di Trento ulteriori indagini per individuare chi curò la pratica di richiesta di accoglienza del cittadino straniero e quali provvedimenti assunse a tutela del richiedente. Indagini che dovranno essere svolte entro un anno, al termine del quale la Procura potrà pronunciarsi individuando e accusando i responsabili oppure chiedendo nuovamente l’archiviazione del caso.

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