“Quarta categoria”, il Lizzana trasforma il calcio in inclusione

Si chiama “Quarta Categoria”, il torneo nazionale di calcio a 7 riservato a calciatori e calciatrici con disabilità intellettivo-relazionali e patologie psichiatriche, ma sul piano dei valori, non ha niente da invidiare alle più importanti competizioni calcistiche nazionali. Anzi, probabilmente avrebbe molto da insegnare, a chi il pallone lo dirige come un business da cui trarre il massimo profitto, ed ora arriva per la prima volta anche in Trentino, grazie all’impegno dell’ U.s.d. Lizzana C.S.I., che, con l’affiliazione formale alla Figc Divisione per l’Attività calciatori e calciatrici con disabilità cognitivo relazionale, ha avviato ufficialmente il progetto “Us Lizzana Special Team”.

L’obiettivo è quello di dare una risposta ai tanti ragazzi con disabilità che vogliono coltivare la passione per il calcio giocato senza limiti, in un contesto ufficiale, abbattendo ogni barriera che ostacoli la piena integrazione e garantendo la pratica continuativa della disciplina, per sviluppare al meglio le potenzialità fisiche e motorie di ogni atleta.

In Italia Quarta Categoria si disputa già dal 2016 e coinvolge più di 4.000 tesserati in 127 Special teams, alcuni dei quali “adottati” anche da squadre professionistiche del calcio di Serie A. In Trentino, nonostante l’attenzione che il territorio dedica alle problematiche legate alla disabilità, mai prima d’ora si era pensato di lavorare su questo campo. A colmare la lacuna, il progetto dell’U.s.d. Lizzana, che, d’intesa con cooperative ed enti del Terzo Settore del territorio, ma anche direttamente con le famiglie interessate, è già al lavoro per accogliere al centro sportivo Vigagni i ragazzi interessati, che saranno seguiti da allenatori preparati dai tecnici della Figc, assieme ad operatori formati.

“L’obiettivo è quello di partecipare al più presto al primo concentramento, guardando alle regioni vicine che si sono mosse da tempo e senza indugio su questo fronte”, spiega la società roveretana, che fa appello a tutta la comunità: “È un percorso lungo e difficile, che non si esaurisce in un giorno o in una partita di calcio, quello che abbiamo deciso convintamente di intraprendere, ma abbiamo bisogno del sostegno altrettanto convinto, concreto e generoso delle istituzioni e dei privati”.

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