Madonna di Campiglio, ecco la panchina “del Bruno e del Cesare”

Jalla Detassis e Gian Maestri acconto a Bruno e Cesare

La Pro Loco Madonna di Campiglio ha regalato alla comunità e ai suoi ospiti la panchina “del Bruno e del Cesare”. È arrivata oggi stesso ed ancora profuma di quel effluvio di resina e cirmolo che caratterizza i nostri boschi. Ma la panchina “del Bruno e del Cesare” ha anche il profumo delle rimembranze. Quel tronco di legno intagliato ha il calore dell’affetto e della deferenza che Madonna di Campiglio riserva ai suoi grandi alpinisti: si volevano, infatti, in qualche modo celebrare di fronte al mondo questi due uomini simbolo della località, ma non si trovavano le formule, non era facile.

L’idea si è materializzata una fredda e malinconica giornata di neve e di lock down, all’interno della Pro Loco Madonna di Campiglio, che a dicembre dello scorso anno ha commissionato l’opera alla Scuola di Legno e di Intaglio di Praso.

Cesare Maestri se ne sarebbe andato soltanto pochi giorni dopo, il 9 gennaio di quest’anno, l’8 maggio del 2008 alla veneranda età di 98 anni Bruno Detassis.

Un lungo e pregevolissimo lavoro, durato sei mesi che ora campeggia in paese, in tutta la sua plastica fisicità proprio davanti alla sede dell’Apt. Le statue lignee dei due alpinisti infatti, sono a grandezza naturale, nelle loro posizioni più classiche: Bruno seduto con in mano la sua inseparabile pipa (una pipa vera), mentre guarda Cesare Maestri, il quale rimane in piedi, appoggiato alla panchina, come era solito fare, con il mento proteso verso la prossima ascensione.

Ma perché una panchina in legno di cirmolo? “Perché la panchina in legno per i nostri ospiti è l’emblema del riposo, della sosta, che ogni escursionista agogna per dare sollievo alla fatica della salita – commentano dalla Pro Loco Madonna di Campiglio- La panchina però è anche simbolo di relazione, di vicinanza, di dialogo e di ascolto. Tutti valori che appartengono alla montagna, quella vissuta profondamente, intimamente, come attrazione fatale, ma anche come scelta di vita e di servizio: nel ruolo di Guida Alpina e gestore di rifugio nel caso di Bruno e di Guida Alpina anche per quanto riguarda il più istrionico e funambolico Cesare!”

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