Ordinanza sullo spettacolo, i cinema di Trento chiudono per protesta

L’ironica immagine con cui Cineworld Trento ha commentato sui social l’ordinanza provinciale

Una nuova tegola colpisce il mondo dello spettacolo trentino: in un momento in cui cinema e teatri provavano a rialzarsi dopo il lunghissimo stop dovuto all’emergenza sanitaria, la nuova ordinanza provinciale che definisce i protocolli di prevenzione Covid-19 per il mese di luglio, firmata venerdì scorso dal presidente della Giunta Fugatti, ha stabilito l’obbligo di certificazione verde COVID-19 (green pass) o di un tampone negativo, rapido antigenico o molecolare, effettuato nelle 48 ore precedenti per assistere agli spettacoli.

Una decisione che rischia di ridurre ancora di più il già scarso pubblico che in questo periodo frequenta teatri e sale cinematografiche, penalizzando in questo modo gestori e organizzatori di eventi. Per questo motivo, anche i cinema di Trento della catena Cineworld hanno deciso di rimanere chiusi per due giorni per protesta, come spiegano in un post sui social: “Ancora una volta le circostanze ci costringono a fermare gli spettacoli, a fermare lo staff, a fermare il pubblico e la cultura. Questa volta però, lo facciamo con rammarico e anche un po’ di risentimento, perché questa volta, non lo facciamo per la sicurezza, non lo facciamo per limitare i contagi, chiudiamo senza una reale motivazione. L’ordinanza n.77 del Presidente Fugatti, unica nel suo genere a livello nazionale, impone sull’industria del cinema e dello spettacolo misure estremamente restrittive che rendono ancor più difficile una situazione già delicata. Il tutto emesso senza alcun confronto o preavviso. L’ordinanza in questione, impone che per partecipare agli spettacoli al chiuso sia presentato il Green Pass o il risultato negativo di un tampone eseguito nelle 48h precedenti lo spettacolo. Introdurre quest’obbligo limita drasticamente la partecipazione della popolazione agli eventi, in particolar modo ai giovani i quali non hanno ancora avuto il tempo di vaccinarsi”.

“Ci siamo sempre dimostrati disponibili e responsabili nei confronti delle limitazioni anti-covid quando queste si dimostravano necessarie, ma ricevere, a sorpresa, un’ordinanza del genere non solo rischia di compromettere tutti gli sforzi fatti per rilanciare le attività, ma colpisce gravemente, a livello economico ed emotivo, tutte le persone coinvolte”, prosegue il post di Cineworld Trento che chiama in causa i vertici provinciali auspicando una marcia indietro: “Alla luce di tutto questo, del contesto in cui ci troviamo e della responsabilità dimostrata in passato, chiediamo al Presidente Maurizio Fugatti un rinvio di tali misure e un confronto diretto con gli esercenti in modo da trovare una soluzione che possa garantire la sicurezza delle persone, senza però mietere un intero settore a cui, in questo lungo periodo, è sempre stata data poca importanza. Vogliamo, ancora una volta, dare alle istituzioni la possibilità di dimostrare la giusta sensibilità nei confronti del cinema, del teatro e della cultura perché non siamo solo spettacolo, siamo molto di più”.

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