Tracce nella nebbia. Cento storie di testimoni, il nuovo libro di Vincenzo Passerini

“L’ uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”. L’ ormai famoso passaggio di un discorso di Paolo VI ai laici italiani nel 1974 racchiude il significato del nuovo libro di Vincenzo Passerini, edito con il nostro marchio nazionale ViTrenD, che presenta cento storie di testimoni con il titolo “Tracce nella nebbia”. Per ogni persona o personaggio – donne e uomini di ogni continente, dal secolo scorso ai nostri giorni – Passerini ha predisposto un testo breve di appena due pagine ma molto intenso, un concentrato di gesti e di parole.

Biografie scarne ma anche profonde che il direttore de “L’Espresso” Marco Damilano nella sua efficace prefazione introduce così nel riferirsi all’immagine del titolo: “Sono tracce nella nebbia, sono impronte nel deserto, sono segnali nel buio, ti mostrano la strada che loro hanno percorso per primi, spesso cercandola da soli, guidati dalla loro coscienza nel momento di dire un sì o un no, animati dalla passione per la vita. I testimoni sono prima di tutto questo. Fanno vedere quello che non vediamo. Insieme le loro biografie uniche, irripetibili, compongono il mosaico, la necessità della testimonianza. Il testimone è dentro le cose, immerso nella sua realtà, nel suo tempo ma suggerisce che un altro mondo è possibile”.

La ricerca di Passerini attorno alle figure più credibili del Novecento dura da tempo: molti dei ritratti pubblicati in questo libro hanno accompagnato quotidianamente i lettori del giornale “Trentino” nelle settimane più difficili della pandemia di Covid-19, tra marzo e maggio 2020. Nell’ampia e ragionata rassegna s’incontrano vite di medici e missionari, politici di diverso colore, partigiani e giornalisti, leader religiosi e animatori di comunità: da Gandhi ad Agitu, da Livatino a Catina Gubert, da Ilaria Alpi ad Alexander Langer, da Peppino Impastato a Eugenio Impera.

Alcuni sono molto noti, altri quasi sconosciuti, alcuni hanno scritto molto, altri hanno lasciato soprattutto l’eredità delle loro opere.

Il libro di Passerini, in uscita dalla settimana prossima, è arricchito da una ricca e ponderata bibliografia che indica le fonti migliori per raccogliere ulteriore documentazione. Un libro utile anche a chi già conosce bene i protagonisti, utilissimo per le giovani generazioni (per questo il testo potrebbe essere “adottato” nelle scuole, nelle agenzie formative o nelle parrocchie) che vogliono avvicinare in modo chiaro, sintetico e appassionato queste storie capaci di indicare un sentiero nella nebbia.

L’autore. Vincenzo Passerini, di Brentonico, di professione bibliotecario, è stato impegnato in ambito editoriale, politico, sociale. Tra i suoi libri Ricordati che sei stato straniero anche tu (2015), La solitudine di Omran, con Giorgio Romagnoni (2018), Tempi feroci (2019). Editorialista di “Vita trentina”, scrive su “Il Margine” e sul suo blog itlodeo.info.

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