Infermieri, Nursing Up chiede una maggiore tutela e un riconoscimento economico adeguato

Con l’avanzare della pandemia, cresce la preoccupazione per gli operatori sanitari, come evidenzia Nursing Up Trento

“La pandemia avanza e cresce la preoccupazione dei nostri professionisti: è il tempo del riconoscimento e della maggior tutela“. Queste le parole di Cesare Hoffer, coordinatore di Nursing Up Trento, il sindacato degli infermieri attivo a livello italiano.

Sono più di 5mila, a livello nazionale, gli infermieri che si sono contagiati nell’ultima settimana, come sottolinea Nursing Up Trento in un comunicato stampa. “I numeri – aggiunge Hoffer – sono in continua ascesa”.

Allarme anche in Trentino, “vista l’assenza di un adeguato recupero psicofisico“. “Enorme è la pressione sulle strutture ospedaliere e territorio – aggiunge poi il coordinatore di Nursing Up Trento – auspichiamo pertanto immediate assunzioni e che le attività siano commisurate alle reali presenze in servizio”.

130 infermieri, a livello provinciale, sono stati sospesi dal servizio perché non vaccinati. Mancherebbe anche un numero elevato di Oss. “Tutto questo purtroppo non ha fatto altro che peggiorare una situazione di carenza cronica di personale già esistente”, aggiunge Hoffer.

Nursing Up Trento chiede anche che venga messo a disposizione degli infermieri “un adeguato quantitativo” di mascherine FFP2, di attuare lo screening e il monitoraggio di tutto il personale, non solo per una sua tutela, ma anche per preservare i pazienti. “Riceviamo – continua Hoffer – continue segnalazioni da parte di nostri colleghi che sono risultati positivi al Covid nonostante la vaccinazione”.

“Il personale – aggiunge il coordinatore di Nursing Up Trento – deve essere sottoposto a tampone molecolare con cadenza periodica, così come già avviene nel vicino Veneto”.

In giornata Nursing Up Trento invierà anche all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss) una nota. Il sindacato degli infermieri domanda anche all’Apss “quanti colleghi si sono positivizzati nell’ultima settimana e quali provvedimenti di tutela sono stati adottati dall’Azienda sanitaria”. “Ancora una volta – aggiunge Hoffer – sono i nostri professionisti sanitari a pagare il prezzo più alto nella lotta alla pandemia, da sempre in prima linea”.

Nursing Up sottolinea che negli ultimi mesi ci sono stati tanti licenziamenti da parte di infermieri, e che potrebbero essercene altri a breve. “Continuano a mancare assistenti sanitarie e ostetriche ed avremo anche quest’anno un elevato numero di pensionamenti, vista l’età media elevata”, denuncia Hoffer, che domanda anche un maggiore riconoscimento economico per la categoria: “Riteniamo inoltre urgente ed improcrastinabile attivare al più presto i tavoli per il rinnovo contrattuale e contestualmente quello per l’erogazione dell’incentivo Covid anno 2022, per garantire celermente un adeguato riconoscimento economico, che potrebbe arginare la fuga dei nostri colleghi nella vicina provincia di Bolzano e verso alcuni stati europei, dove il riconoscimento economico è molto più elevato”.

Nursing Up chiede che non siano date risposte emergenziali ma che si agisca a livello strutturale. “Non è più possibile continuare a dare risposte esclusivamente emergenziali dopo 2 anni di pandemia – conclude Cesare Hoffer, coordinatore di Nursing Up Trento – bisogna che la Provincia di Trento inizi ad attuare risposte strutturali per dotarsi di un congruo numero di professionisti, per garantire cure sicure e di qualità, e di una nuova organizzazione, adottando finalmente una politica di valorizzazione ed attrattività, a partire dai professionisti sanitari del comparto, altrimenti tanti bravi professionisti migreranno all’estero o nel settore della sanità privata, depauperando quella pubblica dell’attuale patrimonio di competenze”.

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