Scuola e Covid-19, l’obiettivo è ripartire in presenza. Ferro: “Il vaccino attenua gli effetti dell’infezione”

L’obiettivo, per la scuola trentina, è ritornare e rimanere in presenza

In Trentino crescono i contagi, mentre rimangono stabili le ospedalizzazioni, come sottolineato ieri, sabato 8 gennaio, in conferenza stampa dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti (qui articolo).

L’obiettivo resta comunque quello di ripartire con la scuola in presenza, lunedì 10 gennaio, senza ricadere nella Dad. Si riparte con gli stessi criteri che c’erano fino alle vacanze natalizie “in attesa di approfondire i nuovi criteri”.

“Per i trasporti degli studenti – ha aggiunto Maurizio Fugatti assieme al dirigente del Dipartimento competente, Roberto Andreatta – vogliamo lasciare alle famiglie trentine il tempo utile per poter vaccinare i propri figli, visto che fra l’entrata in vigore delle nuove disposizioni e gli adempimenti materiali per prenotare, effettuare e lasciar agire un vaccino servono dei giorni che in questo momento la norma non concede”.

L’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha sottolineato il direttore Antonio Ferro, in questo momento deve fare i conti con circa 250 sanitari contagiati (40 solo nella giornata di ieri, sabato 8 gennaio), che si sommano ai circa 100 sospesi perché contrari al vaccino.

La vaccinazione, ha spiegato nuovamente il direttore dell’Apss, è efficace anche contro la variante Omicron. “Sebbene il vaccino non riesca a proteggere contro la contagiosità di Omicron – ha detto – è però estremamente efficace per attenuare gli effetti dell’infezione. Non vi sono infatti ricoverati vaccinati da meno di quattro mesi, salvo persone con patologie pregresse e ridotta risposta anticorpale”. Più del 50% dei soggetti ospedalizzati, infatti, non sono vaccinati. “Per questo – ha concluso Ferro – nel prossimo mese mi aspetto che coloro che non si sono vaccinati si contageranno con Omicron, ovvero non potranno più beneficiare dell’effetto gregge”.

Anche all’interno della scuola ci sono numeri simili a quelli della sanità trentina. “Vi sono circa 200 operatori della scuola sospesi su 10 mila – ha concluso il dirigente Roberto Ceccato – e almeno altrettanti contagiati e questo comporta certamente elementi di criticità cui il mondo della scuola deve far fronte. Prima di Natale vi erano circa 50 classi in quarantena, su un totale di circa 4 mila sezioni, ora abbiamo solo 2 situazioni ma ci aspettiamo una crescita importante tenuto conto che nell’ultima settimana si sono registrati oltre  2 mila studenti contagiati“.

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