Ala in aiuto delle fragilità: al via il progetto “Ti Ascolto”

Parte con il nuovo anno il progetto del Comune di Ala dedicato a chi è solo, chi è anziano, è disabile oppure non ha aiuti, dal significativo titolo “Ti ascolto”.

Il progetto, studiato per venire incontro a disagi diversi e per far sentire meno sole le persone in difficoltà o che non possono contare su reti familiari o amicali di supporto, ha preso il via, dal punto di vista operativo, proprio oggi, lunedì 10 gennaio, ed è una delle iniziative, completamente nuove, a favore della cittadinanza alense.

Attivato nell’ambito dei lavori socialmente utili, il progetto “Ti ascolto” si rivolge alle persone sole con più di 70 anni o con disabilità. Un’operatrice, individuata apposta, è a disposizione 25 ore a settimana, come dice il titolo del progetto, per ascoltare e per aiutare, ma anche per attivare delle forme di aiuto, che si aggiungono a quelle già attive gestite dalla Comunità della Vallagarina. Queste potranno essere delle forme di accompagnamento per fare commissioni o a visite mediche raggiungibili a piedi vicino all’abitazione del richiedente; aiuto nel fare pratiche o espletare incombenze burocratiche; consegnare a domicilio spesa o medicine; consegnare o riportare in biblioteca dei libri; aiuto se c’è da spostarsi con la carrozzina; compagnia o mantenimento delle relazioni con la comunità.

L’operatrice incaricata avrà presto un numero, per le richieste o per informazioni ci si può rivolgere allo sportello al cittadino “pArLA” (in piazza San Giovanni, 0464 678790/1/2/3 o servizialcittadino@comune.ala.tn.it). Promotrice del progetto, che per il momento il progetto durerà fino a fine maggio, è Francesca Aprone, assessora alle politiche sociali. “Questo servizio – afferma – è una novità per il Comune di Ala. È stato voluto per sottolineare che è stata recepita la necessità per le persone più fragili, anziani e diversamente abili, di avere più punti di riferimento possibili, essendo già fin troppo provati dalla pandemia che ha reso i rapporti umani più distanti e la solitudine un problema sempre maggiore. L’auspicio è che si rompa la barriera della timidezza e si pensi a Sandra, la nostra operatrice formata appositamente, come ad una persona amica e disponibile, umanamente vicina”.

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