Circonvallazione ferroviaria di Trento, esposto-denuncia paventa danni all’ambiente e alla salute pubblica

Con un esposto-denuncia depositato presso la Procura della Repubblica di Trento mercoledì 26 gennaio, un gruppo di cittadini impegnati sui temi ambientali, associazioni ambientaliste, comitati e forze politiche chiedono il sequestro preventivo delle aree inquinate del compendio ex Carbochimica, ex Sloi e del sistema delle rogge di Trento nord in vista dell’ormai prossimo avvio dei lavori per la realizzazione della Circonvallazione ferroviaria di Trento.

Le opere progettate da Rete ferroviaria italiana (RFI), tramite la propria società controllata Italferr, “causeranno, se realizzate, danni non rimediabili al territorio e ai suoi abitanti presenti e futuri”, ritengono i sottoscrittori dell’esposto-denuncia, redatto con la collaborazione degli avvocati Marco Cianci e Vanni Ceola.

L’esposto, ripercorsa per sommi capi la storia del progetto, si sofferma su una serie di aspetti problematici, ma in particolare sulla previsione dell’attraversamento in trincea delle “delicatissime aree inquinate dei siti industriali della Carbochimica e della Sloi”, la cui bonifica non è mai stata avviata. Le tecniche studiate e previste nel corso degli anni per la bonifica delle rogge “mettono in evidenza la pericolosità dei siti inseriti nel SIN (Sito inquinato di interesse nazionale) di Trento nord, che ricomprende lein di Trento nord, e in particolare dell’inquinamento da mercurio e da piombo, e di quanto sia rischiosa la movimentazione del terreno in quelle aree” per chi ci dovrà lavorare e per la cittadinanza. Conclusione: se non si realizza la bonifica “reale e totale” di quei siti, si rischia “di allargare l’area dell’inquinamento” e “di provocare un vero e proprio disastro ambientale”.

Sul numero di Vita Trentina domani in edicola un approfondimento.

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