Mancato rinnovo del contratto nazionale: venerdì 25 febbraio sciopero del trasporto pubblico anche in Trentino

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Sciopero nazionale del trasporto pubblico questo venerdì, 25 febbraio, per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale che manca da 4 anni, dal 31 dicembre 2017. Lo sciopero durerà 24 ore e coinvolgerà bus e treni.

La protesta, proclamata unitariamente in tutta Italia da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl, coinvolge anche il trasporto pubblico locale. In Trentino il personale viaggiante di autobus e treni locali e quello delle biglietterie garantirà il servizio dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 16 alle 19. Gli addetti agli impianti fissi, all’officina e gli impiegati sciopereranno l’intero turno.

La trattativa per il rinnovo è stata avviata e sospesa prima dell’inizio della pandemia. A giugno del 2021, dopo tre scioperi, si è finalmente giunti alla firma di un accordo ponte che ha riconosciuto una “una tantum” per il triennio 2018-2020. Da lì sarebbe dovuto ripartire il confronto per ottenere finalmente risposte concrete sull’aspetto economico e salariale.

A fronte, però, di “un atteggiamento provocatorio e pregiudiziale delle associazioni datoriali Asstra, Agens e Anav, emerso chiaramente nel corso della trattativa”, come confermano anche i segretari provinciali Franco Pinna per Filt Cgil, Massimo Mazzurana per Fit Cisl, Nicola Petrolli per Uiltrasporti e Paolo Saltori per Faisa Cisal, “il tavolo negoziale non ha portato a nessuna soluzione condivisa e di fronte alla continua indisponibilità ad affrontare il nodo salariale e normativo, se non limitatamente alla questione ferie, i sindacati in accordo con i lavoratori hanno avviato la mobilitazione sfociata in uno sciopero di 4 ore il 14 gennaio u.s. ed ora in uno di 24 ore”.

“E’ giunto il momento di affrontare con serietà le questioni legate al rinnovo del contratto e il miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali di una categoria che da sempre responsabilmente, in qualsiasi condizione, svolge un servizio pubblico essenziale, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini – affermano i sindacati -. Un impegno mai venuto meno nemmeno in questi due anni difficilissimi. Anche la difficoltà a reperire personale, sia viaggiante che di officina, è la dimostrazione che questo lavoro non è remunerato adeguatamente”.

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