“Mi prendo cura”, al Vigilianum il cinema che riflette sulla cura dell’uomo nel tempo del disagio

Riprende con il mese di marzo, al Vigilianum di Trento, la rassegna cinematografica “Mi prendo cura” che, dopo il ciclo di settembre dedicato all’ambiente, sposta ora l’obiettivo sulla cura dell’uomo nel tempo del disagio: un disagio esistenziale e psichico, ordinario e straordinario, che era già diffuso prima della pandemia, ma che negli ultimi due anni ha subito un’impennata ulteriore. E il cinema contemporaneo lo riflette nel proprio specchio per frammenti, andando a scavare nei bisogni urgenti dell’umanità ma anche nei desideri di trasformazione e nei semi di rigenerazione nascosti nel cuore ferito della gente.

La Biblioteca diocesana Vigilianum, insieme all’Associazione Noi Trento, ha scelto tre titoli nella produzione europea degli ultimi anni che permettono di cogliere fenomeni comuni di disagio, ma anche la nascita di una nuova sensibilità di cura che si diffonde nella società a livello sia personale sia comunitario.

C’è lo straordinario della malattia psichica e in particolare la crescita dell’autismo in forma grave a cui lo Stato non è in grado di dare risposta, ma c’è anche l’inattesa risorsa di associazioni di diversa appartenenza religiosa che si fanno carico congiuntamente del problema nella laica Francia dei giorni nostri. A raccontarlo, mercoledì 16 marzo alle ore 20.30, nel film “The Specials – Fuori dal comune” (2019) sono i registi Eric Toledano e Olivier Nakache che il grande pubblico ha conosciuto e amato nel film Quasi Amici (2012). Come in quel film, alla base del racconto di finzione c’è un documentario realizzato questa volta dagli stessi registi, seguendo la vita di due associazioni parigine gemellate tra loro, una ebraica l’altra islamica, e delle due figure carismatiche che le guidano.

C’è l’ordinario delle famiglie che non riescono a stare insieme neppure di fronte alla nascita dei figli e al loro bisogno di sicurezza affettiva, oppure all’arrivo di una malattia; ma c’è anche la nascita di una sensibilità nuova nella figura paterna che esce dalla rigidità di ruolo affidatagli dalla tradizione, e inizia a coltivare anche il proprio lato femminile. Lo racconta in modo struggente, mercoledì 23 marzo alle ore 20.30, “Nowhere Special – Una storia d’amore” di Uberto Pasolini che ha conquistato la mostra del Cinema di Venezia nel 2020 (in precedenza il pubblico aveva potuto apprezzare l’autore nel delicato racconto di Still Life).

C’è infine lo straordinario della violenza domestica sulla donna che dalla cronaca mediatica sembra dilagare in modo inarrestabile nella realtà quotidiana, non solo in Italia; ma ci sono anche le risorse della forza e della consapevolezza che la donna custodisce in sé, e quelle delle persone comuni che sanno stringere nuovi legami di prossimità e di cura. Il film, in programma mercoledì 30 marzo alle ore 20.30, è “La vita che verrà – Herself” di Phyllida Lloyd (2020) che dopo il successo mondiale di Mamma mia prosegue su tutt’altro registro la sua esplorazione del femminile.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, ma è richiesto il greenpass rafforzato. La visione è consigliata a partire dai 14 anni. Segue dibattito.

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