Mercoledì delle ceneri, il vescovo Tisi in Duomo: “Questi eventi tragici siano la provocazione a cambiare rotta”

L’arcivescovo Lauro Tisi in Duomo ieri, mercoledì 2 marzo, per le ceneri

“Chiedo a tutti voi che questi eventi tragici siano per noi la provocazione a cambiare rotta e uscire dalle logiche solitarie che ci fanno muovere senza gli altri o contro gli altri”. L’arcivescovo Lauro Tisi ha rivolto questo invito in Duomo, a Trento, in occasione del primo giorno di Quaresima (mercoledì 2 marzo), che è stato anche – come chiesto da papa Francesco – un giorno di digiuno e preghiera per la pace in Ucraina.

Davanti a molte rappresentanti della comunità ucraina, l’Arcivescovo ha chiesto di cogliere “il dolore e il dramma che le abita: non possiamo nemmeno immaginare cosa ci sia nel cuore di queste nostre sorelle che hanno a casa i loro familiari in preda alle bombe alla guerra alla violenza”.

“Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”, ha detto monsignor Lauro Tisi citando l’invocazione di Paolo, e ricordando come “da queste ore drammatiche stia arrivando ancora una volta l’appello a percepirsi un corpo solo, un’unica umanità. Un discepolo che si pensa senza il noi, non è un discepolo”.

Il Vescovo ha citato anche le parole di Giacomo quando scrive, a proposito dell’origine delle guerre e delle liti: “Non riuscite a possedere; uccidete, combattete e fate guerra”. “Queste parole, assieme al Cammino sinodale, che da oggi nella nostra Chiesa entra nel vivo, sono un appello pressante rivolto alle nostre comunità affinché non accolgano invano l’invito a lasciarsi riconciliare con Dio”, ha detto don Lauro Tisi.

La sfida per le comunità cristiane, secondo monsignor Tisi, è quella di “abbandonare uno stile di vita che le porta ad essere concentrate su se stesse, senza schiodarsi dalla sacrestie e dal tempio: dobbiamo fare entrare nella nostra comunità la storia degli uomini e la questione della pace come decisiva!“. “Dove siamo stati in questi anni – si interroga l’Arcivescovo – sul fronte del promuovere la pace, del lavorare per la coesione anche dentro la Chiesa, spesso luogo di conflitto?”.

L’Arcivescovo ha alzato ulteriormente il tono auspicando una Chiesa “umile”: “spesso le nostre comunità – ha denuncia – sono senza Dio, vi sono liturgie dove Dio è in disparte e va avanti il nostro protagonismo, le nostre ritualità“. Infine, guardando ancora le donne dell’Ucraina, l’auspicio di una Chiesa con il “volto di madre” capace di “esporsi per i propri figli, Chiesa che abbraccia, incoraggia, sostiene”. “Chi non ama – conclude l’Arcivescovo – non conosce Dio: è un ateo, un pagano, un bestemmiatore“.

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