Nuovi studentati: Opera Universitaria presenta i progetti

Si è tenuta martedì 5 aprile la conferenza stampa di Opera Universitaria in cui sono state presentate le novità nell’ambito del diritto allo studio in Trentino, destinato a svilupparsi, grazie soprattutto ad una serie di interventi volti a raddoppiare il numero di posti alloggio disponibili per le studentesse e gli studenti universitari, passando dagli attuali 1150 a circa 2200. Per raggiungere questo obiettivo l’ente attiva, anima e coordina “il sistema del diritto allo studio”, che coinvolge Provincia, Università, Enti locali e il mondo del privato, per mettere insieme strumenti, competenze e capacità che permettano di sviluppare le potenzialità del territorio e favorire la creazione di una comunità universitaria numerosa, vivace, attiva e preparata.

La disponibilità attuale di posti alloggio, pari a 1150, pone Opera ai primi posti nel confronto nazionale, spinta dal primato di percentuale di presenza di “studenti fuori sede” pari al 65%. Il rapporto posti alloggio/iscritti è da sempre un parametro che ha contribuito al posizionamento dell’Università e alla scelta di molti studenti a favore dell’Ateneo trentino. Nei confronti delle realtà europee più vicine, recenti studi hanno stimato che, a livello nazionale, solo il 3% degli studenti iscritti risultano ospiti di residenze universitarie, contro il 6.5% di Francia e il 7.8% di Germania. “In Trentino sono il 6.6% e, tenuto conto dei trend di crescita della popolazione studentesca e del numero di alloggi potenziali, vogliamo portarli circa al 10% – dice la presidente di Opera Laura Frigotto -. Sono questi i numeri ai quali vogliamo tendere”. Cogliendo l’occasione fornita dal Bando per le residenze universitarie finanziato anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Opera presenterà direttamente tre progetti;  due per nuove residenze: il completamento di San Bartolameo per un totale di 110 posti e la realizzazione del primo studentato universitario a Rovereto per 208 posti; nonché un intervento di riqualificazione energetica per l’efficientamento della residenza di Borino di Povo, per un totale di 110 posti.

I progetti di Opera prevedono quindi un incremento di 670 posti alloggio per un totale di investimento di circa 40 milioni di euro. Ha aderito alla chiamata rivolta al territorio e lanciata in occasione del convegno per il diritto allo studio svoltosi lo scorso dicembre anche la Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana, che presenterà domanda di co-finanziamento per la realizzazione di uno studentato su Pergine di 400 posti. Il Bando nazionale per la richiesta di cofinanziamento si chiuderà a metà maggio e prevede l’esito delle domande dopo 120 giorni. I progetti andranno realizzati entro il 31 dicembre 2025.

Il sistema del diritto allo studio in Trentino arriverà quasi al raddoppio dei posti alloggio: “Un’operazione importante – spiega la presidente di Opera Maria Laura Frigotto – che mira a portare il Trentino ad una proposta, non solo di studio eccellente, grazie ai percorsi universitari di qualità della nostra Università, ma anche di esperienza universitaria vera e piena per tutti, anche per i meritevoli ma economicamente fragili, che possono vivere le proposte culturali, sportive, di relazione che arricchiscono il percorso disciplinare trasformandolo in un percorso di formazione della persona. Questo è possibile con una residenzialità a misura di studente, che risponde alle sue vere esigenze, ma aggiungendo ‘il bello’ che, come sappiamo, dà ispirazione per il meglio”.

Opera universitaria ha già dato il via al cantiere della residenza Santa Margherita, pronta entro giugno 2024, con un totale di 50 posti e una mensa; mentre è in corso il progetto per lo studentato nell’Area Piedicastello che amplierà l’offerta abitativa di 200 posti, per il quale è già stato stanziato il cofinanziamento ministeriale.  “Con questa iniziativa – spiega il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian – abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze che sono emerse in modo molto chiaro subito dopo il periodo di stretto isolamento a causa della pandemia. La ripresa delle attività è stata accompagnata da una forte richiesta di alloggi a cui il settore privato ha potuto dare risposta solo in parte. È emersa quindi la necessità di trovare nuovi alloggi e potenziare così l’offerta pubblica per mantenere alto il livello dell’offerta dei servizi che da sempre contraddistingue e contribuisce a rendere competitivo l’Ateneo trentino. Un plauso in questo senso va senz’altro all’Opera Universitaria per gli sforzi a sostegno del diritto allo studio e per le risorse investite nei servizi e negli alloggi a beneficio delle nostre studentesse e dei nostri studenti”.

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