Proclamati i tre vincitori del Premio SAT 2022

Da sinistra Mauro Leveghi, Matteo Della Bordella, Nicoletta Dalbosco, Giuseppe Mendicino, Anna Facchini, Vincenzo Torti, Franco Giacomoni.

È andato allo scrittore Giuseppe Mendicino, all’Associazione Serenella Onlus e all’alpinista Matteo Della Bordella il Premio SAT 2022, il riconoscimento assegnato dalla Società Alpinisti Tridentini a coloro che si sono distinti nel tempo per la produzione scientifica e letteraria, l’attività sociale e l’attività alpinistica.

Il premio, consegnato nell’ambito del Trento Film Festival, durante una cerimonia arricchita dall’esibizione del Coro della SAT, è stato consegnato dalla presidente SAT, Anna Facchini; alla presenza del presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi; il presidente nazionale CAI, Vincenzo Torti. Ai vincitori è stata consegnata un’opera d’arte unica e non riproducibile: un’incisione di Remo Wolf, prestigioso artista trentino, che insieme a Mario Rigoni Stern tenne a battesimo la Biblioteca della Montagna SAT e autore dell’“ex libris” della Biblioteca stessa. Oltre alla preziosa incisione i premiati hanno ricevuto la spilla commemorativa del Premio SAT.

“Il Premio SAT è un riconoscimento sempre atteso e importante – ha detto il presidente della Giuria del Premio, Franco Giacomoni –. Dopo due anni di Premi quasi solitari, questa edizione torna a richiamare gli appassionati della montagna che condividono con noi questa onorificenza strettamente legata alla vita sociale e culturale della Società Alpinisti Tridentini.  I premiati, al di là dei loro intrinseci meriti nei rispettivi campi, ci portano a condividere schegge di vita vissute da molti di noi”.

“Consegno con gioia questo premio in rappresentanza di tutti i Consiglieri e di tutti Soci SAT – dice la presidente SAT, Anna Facchini – Questo riconoscimento è importante anche perché ci aiuta a riflettere sulla centralità e sul significato delle relazioni umane. Il Premio nella sua triplice assegnazione richiama l’essenza di SAT, un’associazione che si occupa di alpinismo, cultura, rispetto e tutela della montagna e dell’ambiente ma anche di solidarietà, impegno, attenzione per l’altro. Siamo orgogliosi di individuare e festeggiare, da oltre 25 anni, figure che hanno fatto di queste parole i loro obiettivi di vita e sono testimonianza concreta e di auspicio di futuro”.

Anche il presidente nazionale CAI, Vincenzo Torti si è soffermato sui valori che contraddistinguono chi ama la montagna: “Il Premio SAT si conferma occasione di incontro della montagna della solidarietà con quella della cultura e dell’alpinismo rispettoso, sapendone individuare le espressioni e i protagonisti più veri, partecipi e portatori del messaggio di umanità profonda cui si ispira l’attività del CAI e di SAT”.

Il Premio SAT, arrivato alla sua 26esima edizione, è stato istituito nel 1997 in collaborazione con Trento Film Festival. Cosi Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival: “Nel pay off del Trento Film Festival c’è scritto ‘Montagne e Culture’: volutamente al plurale, perché plurali sono non solo le identità e le tradizioni delle terre alte del mondo, ma anche gli sguardi, le motivazioni e le aspettative che donne e uomini da sempre rivolgono alle stesse. Il Premio SAT dal 1997 prova a dare rappresentazione a questo caleidoscopio di valori, così come il Festival si impegna a raccontarlo con i linguaggi dell’arte. Con la SAT quest’anno abbiamo condiviso importanti feste di compleanno: e tante ancora ce ne saranno, finché saremo in grado di guardare alla montagna ponendoci  continuamente domande, sfuggendo alle risposte semplici”.

Questi i premiati e le motivazioni del PREMIO SAT 2022

Attività Letteraria: Giuseppe Mendicino

Giuseppe Mendicino è noto per il suo appassionato e struggente lavoro su Mario Rigoni Stern, di cui ci restituisce la storia, le battaglie, il valore e anche le sconfitte. Ma molto prima che uno storico, Giuseppe Mendicino è un innamorato dei suoi personaggi, ed è questo il motivo comune che unisce tutti i suoi libri: combattere per non cancellare, non rimuovere, perché le dure testimonianze di uomini e donne che hanno saputo battersi contro la prepotenza e l’ingiustizia non vengano dimenticate; e con il loro ricordo non venga persa anche la speranza di un’Italia seria e dignitosa, civile ed onesta, consapevole ed anticonformista, di cui Giuseppe Mendicino ci mostra l’esempio incarnato in alpinisti vissuti o viventi.  La sua opera ci mostra in concreto cosa voglia significare il rigore morale, la capacità di indignazione e la coerenza nelle scelte, ed infine la coscienza della propria responsabilità, che si coniuga con umiltà e impegno nel lavoro e nella vicinanza con gli ultimi.  Insieme e con l’aiuto dei suoi personaggi, e per primo di Rigoni Stern, Giuseppe Mendicino ci aiuta a sentirci meno soli quando dobbiamo prendere una decisione che ci impegni davvero, come anche quando possiamo godere di qualche piccolo spettacolo della natura, o ci interroghiamo sul senso del nostro vivere mai soddisfatto.

Attività Sociale: Associazione Serenella Onlus

Era il 2000 quando Giuliano Stenghel, forte scalatore trentino molto conosciuto nell’ambiente alpinistico, per sublimare il grande dolore per la perdita della moglie Serenella, diede inizio ad un’associazione di solidarietà e aiuto verso le famiglie delle zone più povere del pianeta. Oggi l’associazione Serenella onlus, è, come disse lui: “Un ponte tra noi e le popolazioni povere”. La passione e l’altruismo del fondatore, nel corso anni, ha contagiato molti amici e molti alpinisti di fama che hanno aderito a questa chiamata solidale attraverso suggestive descrizioni e immagini. I primi aiuti dell’associazione si concretizzano con un notevole numero di adozioni a distanza, in India, affidandosi ad alcuni religiosi trentini che operavano sul posto; successivamente con progetti mirati a soddisfare bisogni sanitari, abitativi ed educativi.  L’Associazione Serenella è arrivata a sostenere progetti che spaziano dall’Etiopia al Kenya, al Sudan, al Congo, allo Zimbabwe, alla Costa d’Avorio, alla Tanzania; dall’Argentina alla Bolivia, al Brasile, all’Equador; ma anche alla Romania e Mongolia. Tutti i progetti finanziati rispondono a bisogni concreti, richiesti da chi non ha i mezzi per realizzarli. Ad esempio: la costruzione di piccole case per donne sole con bambini, oppure quanto serve per contrastare la dispersione scolastica; o, più semplicemente, per l’acquisto di qualche capretta per famiglie indigenti o di macchine per cucire per ragazze orfane, oppure per creare una piccola biblioteca di una scuola, contribuendo così ad alleviare l’esistenza di persone fragili, di donne abbandonate, di bambini poveri, ammalati, orfani… Da menzionare l’ultimo progetto dell’associazione: una scuola elementare per piccoli orfani a Kinshasa, in Congo, che ricordi Giuliano e tutto il bene che ha seminato.

Attività Alpinistica: Matteo Della Bordella

Matteo Della Bordella è interprete esemplare di numerose stagioni di un alpinismo di ricerca, essenziale e leggero, che gli ha permesso di confrontarsi ad armi pari con le montagne e dove la sfida consiste nel salire, possibilmente in arrampicata libera con poco materiale, e vincere le più elevate difficoltà. I suoi successi sono conseguiti grazie ad un forte spirito di squadra e di amicizia con i compagni di queste avventure verticali, dove la rinuncia ha finito per essere il motore propulsore di ogni nuova ripartenza fino alla cima.

Matteo Della Bordella inizia ad arrampicare a 12 anni con il papà, nel 2006 entra nei Ragni di Lecco (ne sarà Presidente dal 2018 al 2021), Accademico del CAI nel 2008. Dal 2012 si dedica completamente all’alpinismo. Per le sue salite e spedizioni, ha ricevuto nel 2014 (Torre Egger, Patagonia) 2018 (Cerro Riso Patròn, Patagonia) e 2020 (Bhagirathi IV, Garwhal Indiano) il Premio Paolo Consiglio un importante riconoscimento che il CAAI assegna annualmente, di concerto con il CAI. Per la salita del Bhagirathi IV ha ottenuto anche una nomination al Piolet d’Or 2020.  E ancora nel 2015 la” Grignetta d’oro” quale miglior alpinista italiano dell’ultimo biennio, nel 2008 e 2009 il Premio Cassin per la spedizione in Groenlandia e per le vie aperte in Wenden (Svizzera). Nel curriculum alpinistico di Matteo Della Bordella spiccano in particolare le esperienze in Patagonia: prima salita parete Ovest Torre Egger 1200m 7a – A2 – WI4 dopo tre anni di tentativi, con Matteo Bernasconi prima e Luca Schiera poi, sull’ultima big wall inviolata della Patagonia obiettivo di tantissimi alpinisti. Prima salita della parete Est del Cerro Murallon  2.780m) in Patagonia con David Bacci e Matteo Bernasconi.2018. Spedizione con i kayak ed in completa autonomia e prima salita assoluta del Cerro Riso Patron Sud (2.350 m), ritenuta una delle montagne più difficili da raggiungere e da salire della Patagonia, insieme allo svizzero Silvan Schupbach.
2019. Ripetizione della “via dei ragni” sul Cerro Torre (3.128 m).2022. Il Cerro Torre ha ora una nuova via che percorre gran parte della parete est per poi proseguire lungo la nord fino al fungo di ghiaccio e poi fino in cima: una linea superba, elegante. Verticale, quasi direttissima. Sale su dritto per dritto, in puro stile alpino. L’hanno completata Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo e Davide Bacci, ed è stata chiamata “Brothers in arms”.

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