12 mila anni di storia del Pasubio in un libro: la presentazione a Trambileno venerdì 13 maggio

Un nuovo volume arricchisce la ricca produzione letteraria sulla zona e la storia del monte Pasubio, grande ricchezza del territorio, secondo l’Associazione comuni del Pasubio (Posina, Valli del Pasubio, Terragnolo, Vallarsa e Trambileno) che già lavora da anni riunita sotto il marchio “Pasubio crescendo di emozioni”. Dopo la pubblicazione “Pasubio, una montagna di storie – cinquecento anni di cultura alpina in una terra di confine” del 2012, Marco Avanzini ed Isabella Salvador, hanno dato alle stampe “Pasubio e piccole Dolomiti – memorie di pietre, pascoli, uomini di una terra di confine”.

Al centro della nuova pubblicazione, che sarà presentata, su iniziativa dell’associazione Steval (in collaborazione con il comune di Trambileno, il Distretto famiglia della Vallagarina, la Comunità della Vallagarina ed il Muse) venerdì 13 maggio alle ore 20:30 presso l’Auditorium comunale di Trambileno (fraz. Mocheri), lo studio di antichi documenti d’archivio, reperti e numerose tracce ancora leggibili sul terreno, per descrivere una montagna vissuta e sfruttata, molto diversa da quella che è oggi, con pascoli e malghe piene di vita.

Pasubio e piccole Dolomiti – memorie di pietre, pascoli, uomini di una terra di confine”, che rispetta il punto di vista della valorizzazione e conoscenza della vita del massiccio, dalla preistoria ad oggi, è uno dei rari libri dedicati al Pasubio nei quali la Prima Guerra mondiale non è protagonista: 12 mila anni di storia raccontati in 12 capitoli, dal tempo dei primi cacciatori del Paleolitico fino al difficile rapporto odierno tra tradizione e modernità. È la storia di una montagna e della gente che l’ha popolata nel corso dei secoli. Di persone, di animali e di cose, custodita tra le righe di scritti antichi e l’erba dei prati.

Marco Avanzini è un geologo del Museo delle scienze di Trento e lavora da sempre in un ambiente alpino occupandosi dapprima di geologia e paleontologia e spostando progressivamente il suo interesse verso le relazioni uomo-territorio-ambiente. Isabella Salvador, ingegnere e architetto, è invece specializzata nello studio delle architetture tradizionali dei siti di altura alpini.

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