Trento, non c’è emergenza idrica ma il sindaco Ianeselli lancia un appello: “Una risorsa che va usata in modo oculato”

Il Comuni trentini limitano il ricorso agli acquedotti per far fronte all’emergenza siccità

Non c’è emergenza idrica a Trento, ma questo non significa che possiamo sprecare acqua”, così il sindaco Franco Ianeselli durante la conferenza stampa post Giunta di oggi, lunedì 27 giugno, sintetizza la situazione della città dal punto di vista idrico.

“La raccomandazione anzi è quella di farne un uso oculato – riprende il sindaco -: niente doccia che scorre mentre ci si fa il caffè, attenzione anche alle annaffiature di orti e giardini. Quanto alle fontane pubbliche, per ora non abbiamo ritenuto di chiuderle ma di limitarci a ridurre il flusso, in modo da limitare i consumi continuando a garantire il servizio”.

A Trento la situazione non è emergenziale perché la città “ha fatto i compiti per tempo” e può contare su una rete in buona salute che in futuro migliorerà ancora grazie agli investimenti in programma sulla ricerca delle perdite e sulla gestione che prevede anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’impiego di energie rinnovabili (fotovoltaico) per far funzionare le pompe.

Il capoluogo oggi conta su 800 km di tubazioni, 55 serbatoi, 56 sorgenti e 20 pozzi. Il quadro è stato fornito da Matteo Frisinghelli, responsabile operativo del Servizio Idrico per Novareti. “Da noi – ha detto Frisinghelli – le perdite d’acqua sono ridotte al 10 per cento, mentre in Italia siamo oltre il 35″. Le punte di dispersione idrica toccano punte del 50 e oltre in alcune località del sud. A Trento “diminuiranno ulteriormente – ha aggiunto Frisinghelli – per rendere sempre minore la distanza tra la quantità di acqua immessa in rete e quella realmente utilizzata”.

Sono continui gli interventi sul sistema idrico, come ha spiegato il responsabile operativo del Servizio Idrico: si lavora per esempio per sostituire i tratti di rete obsoleta e regolare la pressione in modo da allungare la vita delle tubature e ridurre le perdite. Negli anni è stato fatto un lavoro importante, che ha ridotto la dispersione idrica del 15 per cento.

A Trento, contrariamente a quanto avviene in altre città, la ricerca di falle nella rete è costante: ci sono squadre sempre al lavoro che si attivano non in seguito a segnalazioni o emergenze. Il loro mandato è quello di monitorare i flussi e individuare eventuali perdite per poi adottare tutte le misure necessarie a contenerle.

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