Crisi di governo, Franco Ianeselli sottoscrive la lettera dei sindaci: “Chiediamo a Draghi di proseguire”

I sindaci italiani hanno scritto una lettera per chiedere a Draghi di rimanere a capo dell’esecutivo

Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha sottoscritto una lettera firmata dai sindaci italiani per chiedere al presidente del Consiglio Mario Draghi di rimanere a capo dell’esecutivo.

“Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti“. Questo chiedono i primi cittadini italiani dopo la crisi di governo che si è aperta giovedì 14 luglio, quando i senatori del Movimento 5 Stelle si sono rifiutati di firmare la fiducia nei confronti del governo guidato da Draghi.

“Ho appena sottoscritto la lettera aperta dei sindaci sulla crisi di governo in atto”, scrive il sindaco di Trento sui social.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

“Con incredulità e preoccupazione assistiamo alla conclamazione della crisi di Governo generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza.

Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà.

Il Presidente Mario Draghi ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio.

Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo.

Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. Queste forze, nel reciproco rispetto, hanno il dovere di portare in fondo il lavoro iniziato in un momento cruciale per la vita delle famiglie e delle imprese italiane. Se non dovessero farlo si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni.

Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare la trasformazione delle nostre città perché senza la rinascita di queste non rinascerà neanche l’Italia”

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