In Italia da inizio estate ci sono stati 1140 eventi estremi, l’analisi di Coldiretti

Secondo un’analisi di Coldiretti, da inizio estate in Italia ci sono stati più di 1140 eventi estremi

Sono ben 1140 gli “eventi estremi” che si sono verificati in Italia dall’inizio di quest’estate, tra nubifragi, bombe d’acqua, tornado, tempeste di vento, grandinate e ondate di calore. Questo quanto emerge dall’analisi della Coldiretti basata sui dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

E anche il Trentino non è stato risparmiato, basti pensare solo all’ultimo evento, con il nubifragio che ha colpito la Val di Fassa venerdì 5 agosto. “Grandinate e violenti temporali – sottolinea Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige – si sono abbattuti anche nella nostra regione su terreni secchi che non riescono ad assorbire con l’acqua che cade e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti“.

Siamo di fronte a una tendenza alla tropicalizzazione del clima, sottolinea la Coldiretti Trentino Alto Adige. Nel mese di giugno si è registrata una temperatura superiore alla media di ben +2,88 gradi. Valori vicini al massimo, che è stato registrato nel 2003. Nel mese di luglio la colonnina è stata più alta di +2,26 gradi rispetto alla media, inferiore solo al 2005, su dati Isac Cnr, che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

“Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi – sottolinea ancora Barbacovi – per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. Per questo servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana”.

Eventi che chiaramente provocano impatti devastanti sull’agricoltura. Come spiega la Coldiretti, i danni superano i 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale.

Le campagne italiane sono allo stremo, con cali prodottivi del 45% per il mais e i foraggi – che servono all’alimentazione degli animali -, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre un quinto delle produzioni di frumento tenero, del 30% del riso, del 50% per la frutta ustionata da temperature di 40 gradi, del 20% per cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po dove, come evidenza Coldiretti, si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette con decine di migliaia di ettari devastati.

“Gli agricoltori sono impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua – conclude il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi -, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero settore alimentare”.

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