Energia, le aziende alle prese con bollette 3-4 volte superiori al 2021. CNA: “Si stabilisca un tetto”

CNA chiede al governo di fissare un tetto per il prezzo dell’energia

Con bollette che pesano 3-4 volte di più sui costi rispetto all’anno scorso, anche le aziende del Trentino Alto Adige guardano con preoccupazione l’arrivo dell’autunno.

CNA Trentino Alto Adige si affianca a CNA nazionale nel chiedere che venga fissato un tetto al prezzo del gas. “Una priorità sulla quale chiediamo l’impegno congiunto di tutte le forze politiche – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige -, al di là degli esiti del voto del prossimo 25 settembre. Sarebbe auspicabile una decisione a livello europeo ma la gravità della situazione impone interventi rapidi ed efficaci e quindi anche l’introduzione di un massimale al prezzo del gas su base nazionale”.

CNA è consapevole dello sforzo profuso dal governo già dalla fine del 2021, con molti e costanti interventi per attenuare l’impatto del caro-energia sulle bollette di cittadini e imprese. “Ma il fenomeno – denuncia CNA Trentino Alto Adige – è talmente grave che tali misure non sono state sufficienti a compensare bollette che ormai pesano 3-4 volte di più sui costi aziendali. È una condizione che da molti mesi riduce la competitività delle imprese mettendo a rischio ripresa e occupazione, o si tramuta in una pericolosa spinta inflazionistica“.

Rimane alta anche l’attenzione sulla necessità di garantire le forniture in vista dell’inverno, su cui pesa l’ipotesi di potenziali contingentamenti. Il ministro Cingolani ha anticipato l’arrivo di un Piano per risparmiare il gas che, nei prossimi mesi, si aggiungerà agli interventi già messi in campo per potenziare rigassificatori e stoccaggi.

CNA sollecita la necessità di “un confronto preventivo e funzionale alla definizione del Piano, in modo da evitare nuove pesanti ricadute sulle attività produttive che, già provate dai rincari, non potrebbero sostenere anche gli impatti di potenziali contingentamenti”.

“In questo contesto anche a livello locale, come già fatto da altre regioni italiane, come ad esempio la Basilicata, deve essere attivato da subito un confronto con i tecnici e le parti sociali”, conclude Corrarati. “Solo grazie al coinvolgimento di tutte le parti interessate si potranno mettere in campo i giusti interventi per far fronte al caro energia e aiutare le imprese ad arrivare preparate al caldo autunno che ci attende”.

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