Orso investito a Vermiglio, l’Enpa: “Comportamenti illeciti reiterati”

Foto d’archivio

“Spiace vedere che una terra che si è saputa far conoscere per aver realizzato uno dei progetti di maggior successo a livello internazionale – la reintroduzione dell’orso, specie a rischio di estinzione – oggi debba assistere a comportamenti illeciti reiterati“.

Così Ivana Sandri di Enpa del Trentino commenta la morte di un cucciolo di orso di circa 7 mesi provocata da un incidente stradale avvenuto nella notte tra mercoledì 31 agosto e giovedì 1 settembre lungo la SS42, sotto l’abitato di Vermiglio.

L’animale era una femmina di circa 20 chili e, come riporta una nota Pat, “è probabilmente deceduto sul colpo a causa di un forte trauma cranico“. La carcassa è stata segnalata nella prima mattinata di oggi da un passante, e sul posto è intervenuto il personale del Corpo forestale del Trentino con un’unità cinofila, oltre al Corpo dei Vigili del fuoco volontari di Vermiglio.

“È probabile – riporta sempre la nota Pat – che il nucleo coinvolto nell’incidente sia quello della femmina di orso accompagnata da 2 cuccioli presente stabilmente quest’anno in Alta Val di Sole. Come da prassi saranno condotti gli accertamenti veterinari e genetici“.

Enpa chiede l’aiuto dei trentini per permettere che il progetto che ha portato alla reintroduzione dell’orso in Trentino non venga “deturpato”. “Investire un selvatico rappresenta il più delle volte un incidente non voluto – precisa Sandri -, che spesso incide profondamente nell’animo dei protagonisti, che si sentono partecipi della sofferenza dell’animale e si attivano per cercare soccorso”.

La maggior parte dei cittadini ricorre all’Enpa, viene ricordato dall’ente, “per capire a chi rivolgersi in queste situazioni di urgenza”. Non sempre però questo avviene. Enpa mette in dubbio che quello di stanotte si stato un incidente. “Il dubbio c’è – prosegue Sandri -, perché chi investe involontariamente un animale si ferma, chiama i soccorsi, come dettato dal Codice della strada, non scappa come un ladro nella notte. Anche perché l’urto con un corpo di 20 chili di peso fa sbandare e danneggia il mezzo investitore. Il dubbio è tanto più forte, perché poco tempo fa, nella notte fra il 13 e il 14 maggio un giovane orso di oltre due anni, quindi ben più pesante e grande, è stato investito e abbandonato in località Crescino in Val di Non: se non fosse stato scorto da chi transitava sulla strada, sarebbe certamente morto, se non fosse stato soccorso. Impossibile che l’investitore non si sia accorto dell’impatto e i danni non devono essere stati di poco conto. Come non di poco conto è l’atto di cui si rendono autori: il reato di abbandono, se non il più grave delitto di maltrattamento e uccisione”.

Ecco quindi che Enpa rivolge un appello a tutti i cittadini: “Non permettete che alcuni soggetti deturpino il valore del progetto di reintroduzione dell’orso, che vi ha resi famosi per un’azione a favore della biodiversità – oggi tanto in crisi – che ha pochi eguali nel mondo”, conclude la presidente Sandri.

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