Energy Spa illumina il “Burning Man”. L’azienda di Progetto Manifattura irradia il deserto del Nevada

Il gigante fantoccio dell’edizione del 2015 del “Burning Man” nel deserto del Nevada

Non è stato bruciato, quest’anno, il fantoccio gigante del festival “Burning Man 2022” – come vuole il tradizionale rituale -, ma è stato illuminato dai sistemi di accumulo di Energy Spa, azienda nata in Progetto Manifattura, l’hub green di Trentino Sviluppo a Rovereto. Il porto dei tarocchi, il drive-in intergalattico e il treno fantasma sono solo alcuni degli spettacolari “sogni camminanti” che dal 28 agosto al 5 settembre sono stati installati secondo i principi della sostenibilità e dell’autosufficienza energetica dell’azienda.

Il “Burning Man”, evento che dal 1991 ha luogo nella piana deserta del statunitense Black Rock (Nevada, Stati Uniti), viene descritto dagli organizzatori come esperimento in comunità, radicale espressione di sé e radicale fiducia in sé. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, è ripartita infatti la kermesse creativa che, una volta l’anno, trasforma il deserto nella “Black Rock City”, una metropoli temporanea dove decine di migliaia di persone si radunano in nome delle arti figurative, della libertà di espressione e della costruzione di società inclusive e sostenibili. Per questo motivo, le opere vengono costruite e distrutte ogni anno e per tutto il mese successivo alla kermesse una squadra di “ristoro” setaccia il deserto ripulendolo di eventuali rifiuti lasciati da artisti e visitatori.

Tutela dell’ambiente, mobilità sostenibile, diritto alla terra e la salvaguardia delle tradizioni dei popoli nativi sono stati infatti i temi predominanti per l’edizione di quest’anno che ha visto protagonista l’azienda italiana, anzi, trentina che, dopo aver costruito alcuni tra i sistemi di accumulo industriali più grandi d’Italia, il mese scorso è stata anche quotata in Borsa sulla piattaforma Euronext Growth Milan.

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