“Una persona alla volta”, a Rovereto la presentazione dell’ultimo libro di Gino Strada

Venerdì 23 settembre a Rovereto la presentazione dell’ultimo libro di Gino Strada

Sarà presentato anche a Rovereto presso la sala Filarmonica di corso Rosmini, nella serata di venerdì 23 settembre, “Una persona alla volta” l’ultimo libro di Gino Strada, medico e fondatore di Emergency scomparso nel 2021. All’incontro, moderato Massimiliano Pilati, presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, interverranno Paola Feo, del direttivo di Emergency, Beatrice Taddei Saltini, curatrice dell’Atlante dei conflitti e delle guerre nel mondo, e Menny, cantante dei Rebel Roots, band di ispirazione reggae nata a Trento nel 2010. Letture dal testo a cura di MariaElena Cavicchioli.

Il volume è uscito postumo lo scorso marzo e racconta la storia del chirurgo e di Emergency, l’associazione che ha fondato. Gino Strada aveva la capacità di agire nel concreto, curando le vittime, una persona alla volta e rivendicando i diritti per tutti. Era convinto di due cose fondamentali: che la guerra va sempre evitata e che la salute è un diritto universale. Ci ha insegnato che l’unica medicina possibile è quella che si fonda sull’uguaglianza e sull’umanità.

Una persona alla volta” parte dai primi anni Novanta, quando Gino Strada, promettente medico di circa 40 anni, si aggira per il mondo in prima linea: è al fronte con la Croce Rossa Internazionale, impegnato in chirurgia di urgenza per assistere i feriti di guerra, in particolare le vittime tra le vittime, cioè i civili. Nella Grande Guerra le vittime civili sono state il 10% del totale. Nei conflitti contemporanei sono il 90%: in buona parte si tratta di bambini, dilaniati o mutilati da bombe o mine esplose tra le loro mani, scambiate per giocattoli. In Ruanda, nel 1994, si raggiunge l’apice della brutalità: un milione di morti in cento giorni. Una catastrofe dall’efferatezza inaudita.

Di fronte a quella tragedia, quel giovane medico, il dottor Gino Strada, ha bisogno di fare di più: con il sostegno di sua moglie, Teresa Sarti, di Carlo Garbagnati, di Giulio Cristoffanini e altri amici, fonda Emergency. Il primo progetto dell’associazione è proprio in Ruanda, durante il genocidio. Poi arrivano Cambogia, Sudan, Sierra Leone e l’epidemia di ebola, Algeria, Angola, Palestina, Nicaragua, Sri Lanka, Iraq, Nepal, Eritrea, Libia, Repubblica Centrafricana, Serbia, Italia. Oggi anche l’Uganda, con un ospedale attivo dal 2020, disegnato da Renzo Piano e costruito con la stessa terra su cui poggia. Infine, la Moldavia, a sostegno di chi fugge dalla guerra in Ucraina. E l’Afghanistan. Emergency è presente nel paese ininterrottamente dal 1999. Il primo intervento fu il centro chirurgico ad Anabah, nella Valle del Panshir. Poi si sono aggiunti altri due centri chirurgici per vittime di guerra a Kabul e Lashkargah, un centro di maternità a 1.700 metri di altitudine dove oggi nascono 7.000 bambini all’anno, cinque centri di assistenza ai detenuti, 44 posti di primo soccorso e centri sanitari.

In 22 anni di lavoro, Emergency in Afghanistan ha speso circa 133 milioni di euro per curare oltre 8 milioni di persone, formare nuovi medici e personale sanitario, dare lavoro a circa 2.500 afghani. C’è tanto Afghanistan nella storia di Emergency e nella storia di Gino Strada e il libro “Una persona alla volta” ne è intriso: a leggerlo oggi, nel pieno di una nuova guerra, suona come un monito (purtroppo inascoltato). Il dottor Strada presenta dati e stime e ci mostra, in tutta la sua evidenza, l’inutilità della guerra.

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