“Tessere la Pace”, il premio di Ipsia alla diplomazia contro la guerra e i seminatori di odio

All’ambasciatore Luca Attanasio, assieme a Pierantonio Costa, va il premio Tessere la Pace 2021-2022 di Ipsia del Trentino Odv

Il Console onorario Pierantonio Costa, che nell’aprile 1994 portò in salvo più di 2.000 persone durante il genocidio del Rwanda e organizzò l’evacuazione di centinaia di italiani, scortandoli dalle proprie abitazioni fino all’aeroporto, e a Luca Attanasio, il primo ambasciatore italiano ucciso nell’adempimento delle sue funzioni, conosciuto nella Repubblica democratica del Congo per l’attenzione da sempre mostrata verso i bambini e il sostegno all’attività delle Organizzazioni Non Governative. due persone di grande umanità che seppero coniugare strategia diplomatica e concretezza nell’azione quotidiana, tessendo costruzioni costruttive di dialogo e di sviluppo umano nei Paesi in cui hanno vissuto. Sono loro i vincitori del Premio “Tessere la Pace” 2021-2022, promosso da Ipsia del Trentino, l’Ong delle Acli, per far conoscere e proporre come esempio ai giovani e all’opinione pubblica personalità di rilievo per la storia delle relazioni internazionali, che hanno messo al centro del loro agire “l’umano”.

“Essere tessitori di pace significa innanzitutto costruire relazioni umane, capire, entrare in empatia, commuoversi per le persone che si incontrano e così agire con competenza e cuore nel lavoro come nella vita”, ha detto Luca Oliver, presidente delle Acli Trentine, presentando il premio. “Vogliamo puntare i riflettori su coloro i quali si occupano di costruire ponti, di intessere dialoghi. Perché è così, come ha richiamato la grande manifestazione nazionale di Roma per la pace, sabato 5 novembre, che si avviano percorsi di pace: attraverso la via negoziale e l’azione diplomatica, non con i cannoni. Il conflitto in Ucraina, dentro l’Europa, rischia di diventare globale ed è concreto il rischio di una catastrofe nucleare”.

Gli ha fatto eco Giuliano Rizzi, presidente di Ipsia del Trentino, ricordando che “la pace si costruisce con percorsi che partono prima di tutto da noi stessi”: è questo anche il lascito di Costa e di Attanasio, che si sono distinti “per essere dentro un cammino di costruzione della pace”. Il primo, Costa, era un imprenditore in Rwanda e da console onorario mise a rischio la sua stessa vita per contrastare la barbarie. Il secondo, Attanasio, da ambasciatore andava a incontrare i missionari italiani per conoscere, comprendere, capire e provare a perseguire strade di pace. Quanto ciò sia importante lo ha ricordato Fabio Pipinato, tra il febbraio e l’aprile del 1994 testimone oculare in Rwanda, dove era cooperante, della tragedia che si consumò sotto gli occhi del mondo.

Il premio “Tessere la Pace” sarà assegnato per gli anni 2021 e 2022 (l’edizione 2021 è stata ritardata di una anno a causa della pandemia) domenica 20 novembre alle 10.30 alla Fondazione Campana dei Caduti sul colle di Miravalle, a Rovereto, nel corso di una cerimonia pubblica. Saranno presenti per ritirare il premio alla memoria Caroline Costa, figlia di Pierantonio Costa, e Zakia Seddiki, moglie di Luca Attanasio, che prosegue il suo impegno con l’Ong Mama Sofia, da lei fondata col marito per dare risposta al diffuso problema dei bambini di strada in Congo.

Affiancano il Premio altre iniziative: dal 18 al 21 novembre si potranno conoscere meglio queste due figure grazie a una serie di incontri con i familiari: a Trento venerdì 18 alle 18 presso la Sala della Regione e domenica 20 alle 17 presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia; a Rovereto sabato 19 alle 17 alla Sala Conferenze della Fondazione Caritro e domenica 20 alle 10.30 alla Campana dei Caduti. La cittadinanza è invitata a partecipare. Sarà proiettato anche il documentario di Alessandro Rocca “La lista del console”.

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