Scuola, ddl “zerosei”. Masé: “Gli indirizzi pedagogici non li deve dare la legge”

Il ddl Masé sull’integrazione tra nidi e scuole d’infanzia, il cosiddetto “zerosei”, è tornato al centro del dibattito in Quinta commissione del Consiglio provinciale.

La consigliera provinciale de La Civica ha respinto la critica mossa dalle opposizioni, secondo le quali nel suo ddl mancherebbe un disegno pedagogico.

“Gli indirizzi pedagogici – ha detto Masé – non li deve dare la legge: questi spettano alle linee guida, cioè gli atti successivi che non vengono decisi dalla politica, che è chiamata a tracciare il quadro, ma non i contenuti educativi”.

La consigliera provinciale ha ricordato che, a Sardagna, “si sta progettando con l’assenso del Comune lo ‘zerosei’“. “Quindi – ha aggiunto – senza un quadro normativo ci sarà davvero un salto nel buio, perché la Pat non potrà coordinare questo servizio”.

Masé ha anche detto che non bisogna parlare di “accorpamento”, quanto piuttosto di “integrazione dei servizi”: “Non si impone nulla a nessuno, tanto meno alle insegnanti, ma si offre un modello istituzionale per un servizio parallelo alla legge 13 e alla legge 14”, ha affermato la consigliera provinciale.

Tra le motivazioni che spingerebbero verso lo “zerosei”, ha sottolineato Masé in Quinta commissione, anche quella economica, che però – ha detto – non è la principale. “Non ha senso investire due milioni di euro per costruire nuovi edifici quando, con 500 mila euro, si possono recuperare spazi in strutture delle scuole d’infanzia già capillarmente presenti”, ha detto la consigliera provinciale.

Un “sì” al ddl è arrivato da Mirko Bisesti, assessore provinciale all’istruzione, che ha ricordato però che “ci sono difficoltà per tenere aperte scuole in zone periferiche e in quelle più colpite dal calo demografico; ma non si sono chiuse scuole, e si è andati spesso in deroga coinvolgendo comunità e gestori. Lo si è fatto con un notevole sforzo economico a fronte di un calo di 500 iscrizioni all’anno“.

Dai banchi dell’opposizione, Paola Demagri (Casa autonomia.eu) ha detto di non capire “cos’è accaduto di nuovo da maggio, quando il ddl venne presentato senza alcun cenno d’assenso da parte dell’assessore Bisesti”. Demagri ha detto anche che non vede la necessità di varare la norma “quando ci sono già esperienze ‘zerosei’ attive che possono fare da sperimentazione”.

Ha parlato di “forzatura” la consigliera provinciale di Europa Verde Lucia Coppola, che ha spiegato che “prima di elaborare una legge, serve una fase sperimentale”. Secondo Coppola, bisognerebbe invece “potenziare una formazione congiunta delle insegnanti dei nidi e delle scuole materne”.

È un ddl che andrebbe riscritto, quello di Masé, secondo la consigliera provinciale del PD Lucia Maestri. Lo testimonia “il fatto che anche la Giunta ha annunciato emendamenti”, ha detto Maestri.

L’assessore Bisesti ha replicato allora che “con il ddl Masé si apre un iter per far sì che il nostro territorio affronti con ordine un cambiamento che emerge dalla società”, dicendo che “alla base del disegno non c’è la necessità di razionalizzare la spesa”, ma di “creare un quadro nel quale collocare le esperienze in corso di ‘zerosei'”.

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