Fugatti sull’Ospedale di Cavalese Valli dell’Avisio: “Nessuna soluzione preconfezionata”

Tantissime persone, nella serata di ieri, hanno riempito il Palafiemme di Cavalese per assistere alle tre ore e mezza di dibattito sul tema del nuovo ospedale delle Valli dell’Avisio. Un tema che ha scaldato gli animi, sintomo di quanto i cittadini dei territori di Fiemme, Fassa e Cembra vogliano sentirsi protagonisti delle scelte che riguardano la loro comunità. “Siamo qui per metterci la faccia, non per calare dall’alto una decisione” sono state le parole pronunciate ieri sera dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, che ha promosso questo primo incontro pubblico a Cavalese per approfondire i progetti in campo – dalla ristrutturazione dell’esistente alla nuova costruzione in una nuova area – con il supporto dei dirigenti provinciali e dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Presenti in sala sindaci (in testa il primo cittadino di Cavalese, Sergio Finato), assessori comunali, il presidente della Comunità di Fiemme Giovanni Zanon, diversi consiglieri provinciali, lo scario della Magnifica comunità di Fiemme Mauro Gilmozzi e tanti cittadini di questa terra. “Non esistono soluzioni preconfezionate, ma ipotesi che i territori sono chiamati a vagliare” ha specificato il presidente, sottolineando come ora “proseguirà il percorso di partecipazione che coinvolgerà le Amministrazioni comunali e le persone, con gli altri dibattiti programmati nelle Valli di Fassa e Cembra. Occorrerà poi fare sintesi tra gli aspetti positivi e negativi di ogni progetto per poi assumere una decisione definitiva nell’interesse del territorio su un’opera che condizionerà la sanità pubblica di questi luoghi per i prossimi decenni”.

Le due soluzioni riguardano la ristrutturazione dell’attuale ospedale a Cavalese e la proposta in project financing per la zona dei Masi. Fugatti ha ricordato il percorso di analisi tecnica rispetto al due progetti. “Una comparazione tra le due soluzioni sotto i profili tecnico ed economico è quantomai doverosa” ha detto il presidente. La proposta progettuale dell’azienda privata è stata presentata nel marzo 2021 e l’istruttoria del Navip si è conclusa nell’ottobre 2022 con il parere di fattibilità tecnico-economica del progetto dei Masi, al quale è seguita la delibera di interesse pubblico da parte dell’esecutivo provinciale. “Questo ha significato per noi l’avvio di un percorso di dialogo con il territorio che riteniamo fondamentale” ha spiegato il presidente, evidenziando come ulteriori ipotesi di localizzazione potranno essere prese in considerazione in vista di una decisione definitiva, poiché “il percorso di concertazione può dare esiti diversi”. Il presidente Fugatti ha anche ringraziato tutti i sindaci per il senso delle istituzioni che hanno dimostrato in maniera fattiva nel corso dei mesi, oltre che “per la collaborazione garantita, che non ha significato una condivisione di responsabilità che la Giunta provinciale si assume totalmente” ha concluso.

Guardando ai valori economici, la ristrutturazione dell’attuale ospedale di Cavalese ha un costo aggiornato in base ai prezzi correnti di circa 75 milioni di euro, mentre per la proposta di partenariato pubblico privato (Ppp) per il progetto a Masi di Cavalese è previsto un costo di costruzione di 101 milioni di euro. Quest’ultima proposta prevede anche la gestione e la manutenzione per circa 6,6 milioni di euro all’anno per 18 anni. Il totale del progetto raggiunge così i 283 milioni circa, considerando contributo iniziale, oneri di pre-locazione, rate di leasing, riscatto e canoni di gestione.

Alla luce della differenza di superficie tra l’attuale ospedale (29.720 metri quadrati) e quello oggetto del Ppp (32.721 metri quadrati), confrontando il costo di ristrutturazione dell’attuale ospedale a parità di superficie complessiva con il Ppp, il costo sale a circa 83 milioni. Al vaglio anche il percorso per un’eventuale terza ipotesi, con la possibilità di costruire l’ospedale in un’altra area, secondo quanto previsto da una risoluzione approvata in Consiglio provinciale.

Il dibattito – a tratti acceso – ha riguardato diversi temi che spaziano dalla sicurezza alla tutela del paesaggio, dal coinvolgimento delle persone alla volontà di mantenere servizi sul territorio, senza dimenticare l’attrattività dei sanitari in un’epoca in cui le strutture ospedaliere di tutta Italia soffrono la mancanza di personale.

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