Lupo morto a Nago, il WWF contro le parole di Fugatti e Zanotelli

Torna sull’episodio che ha visto il rinvenimento della carcassa di un lupo illegalmente ucciso a colpi di arma da fuoco in località Castel Penede di Nago Torbole, l’Associazione per il WWF Trentino, che assieme all’associazione Io non ho paura del lupo attacca le parole del Presidente della Provincia Fugatti e dell’Assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Zanotelli. “Secondo gli amministratori provinciali, in una pervicace distorsione dei rapporti di causa ed effetto, episodi come questo possono derivare dalla “necessità di regole che sono indispensabili perché la loro assenza può produrre atti di autoregolamentazione adottati dal singolo”. Quello che però gli amministratori provinciali dimenticano di sottolineare è che questo episodio di bracconaggio è un atto illegale punito dal codice penale e che in quanto istituzioni, dovrebbero condannare a gran voce quanto accaduto piuttosto che cercare risposte a questo gesto nella presunta mancanza di regole gestionali”, affermano in una nota gli animalisti: “Occorre inoltre sottolineare come ad oggi non esistano chiari riscontri che testimonino come un controllo letale del lupo attraverso abbattimenti legali diminuisca le uccisioni ad opera dei bracconieri, tutt’altro: uno studio pubblicato dalla Royal Society racconta l’esatto opposto, cioè che le uccisioni legali contribuiscono a far crescere anche quelle per mano dei bracconieri”.

“Il clima di caccia alle streghe verso il lupo, testimoniato dall’inopportuno coinvolgimento del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza avvenuto in questi 5 anni rispetto ad un problema inconsistente, contribuisce soltanto a far crescere tra i cittadini trentini preoccupazione ingiustificata e odio per una specie fondamentale per i nostri ecosistemi”, concludono WWF e Io non ho paura del lupo, richiamando l’attenzione sul tema della coesistenza tra uomo e grandi predatori e la creazione di cultura su questo argomento.

Sulla stessa questione si è espressa anche ENPA del Trentino, annunciando in una nota firmata dalla sua presidente Ivana Sandri, l’intenzione di denunciare e a costituirsi parte civile in un eventuale processo che serva a fare luce su quanto accaduto. “Si tratta di un gravissimo atto di bracconaggio! L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) è pronta a denunciare e a costituirsi parte civile in un eventuale processo per questo gravissimo reato: non si può uccidere impunemente un animale, specialmente se appartenente ad una specie protetta, importantissima per il mantenimento della biodiversità. Ricordiamo che il lupo è particolarmente protetto dalla legge 157/92 e dalle convenzioni internazionali e dalla direttiva europea Habitat. Confidiamo nel lavoro del Corpo forestale provinciale, che saprà condurre le necessarie indagini di polizia giudiziaria, al fine di individuare l’autore del grave reato e assicurarlo alla giustizia”.

 

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