Transizione digitale, l’arcivescovo Tisi al convegno: “L’uomo non è un codice binario”

Nasciamo analogici, non digitali, e la nostra realtà è fatta di immagini, volti, esperienze, emozioni, che il dato numerico non potrà mai contenere ed esaurire”. Anche l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, è intervenuto al convegno al Buonconsiglio di questa mattina, dedicato alla “Transizione digitale tra etica e innovazione” ed organizzato dalla Provincia di Trento.

“Il mondo digitale, non dobbiamo mai dimenticarlo, nasce come una riduzione della realtà a un codice binario: 0 e 1“, ha detto monsignor Tisi. “Ogni aspetto dello scibile e del comunicabile può beneficiare di questa straordinaria invenzione. Essa, al contempo, genera però un approccio altamente semplificato alla realtà”.

L’arcivescovo Tisi ha ricordato, oltre alle potenzialità, i problemi che emergono nel mondo digitale, quali l’invasione delle fake news, la strumentalizzazione dell’informazione al fine di condizionare l’orientamento politico e le scelte economiche, l’apparente semplificazione nelle relazioni che ha come contraltare il rifiuto dell’incontro autentico e la chiusura narcisistica. “Il digitale – ha aggiunto monsignor Tisi – può essere un facilitatore dell’inclusione, della solidarietà e della fratellanza, ma solo a determinate condizioni. Serve anzitutto alimentare la coscienza che l’habitat della vita ha i colori della festa, dell’eccedere, del ‘di più’. Che la vita è terreno delle domande più che delle risposte, come quelle preconfezionate dagli algoritmi, così come è importante costruire un sistema-vita che preveda momenti-tregua, spazi di silenzio che consentono di poter fare esperienza di questo dato”.

Riprendendo le parole di papa Francesco verso i “più poveri”, l’arcivescovo ha concluso: “La transizione digitale rischia di lasciarsi alle spalle il mondo in maggiore difficoltà, accentuando il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Spetta dunque al sistema politico, economico e della società civile adoperarsi per utilizzare le straordinarie risorse offerte dal digitale nel portare aiuto al sud del mondo. Il digitale può essere risorsa nella misura in cui viene interpretato in chiave strumentale e non esistenziale, come realtà penultima rispetto all’ebbrezza del vivere che nessun dato numerico può contenere”.

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