A Brunico vince Carr, ma il Tour of the Alps 2023 è di Geoghegan Hart

Si è conclusa  venerdì 21 aprile sul traguardo di Brunico la 46ma edizione del Tour of the Alps, dominata fin dalla prima tappa da Tao Geoghegan Hart che proprio qui, nel 2019, si era affacciato mondo del grande ciclismo. Allora fu secondo dietro al compagno di squadra Pavel Sivakov, quest’anno il protagonista di un trionfo mai messo in discussione, nonostante un gap minimo in classifica generale. Cinque giorni con addosso la Maglia Verde Melinda, come mai era accaduto nella storia recente del Tour of the Alps.

Sul traguardo di Brunico la festa inglese è stata completata dal successo di tappa di Simon Carr (EF Education-Easypost) al termine di una fuga, andata in porto per il secondo giorno di fila. Alla seconda vittoria in carriera, Carr si è liberato dei compagni di fuga sulla salita di Riomolino, giungendo al traguardo con 53” di vantaggio sul compagno di squadra Georg Steinhauser e su Matteo Fabbro (Bora-hansroghe).

Come da previsione, la corsa è cominciata subito dura sul Passo Lavazé, dove un gruppo di 16 corridori si è messo in evidenza nel paesaggio innevato, frutto delle precipitazioni dei giorni scorsi: fra di loro Sergio Samitier (Movistar Team), primo sul GPM più alto del #TotA 2023 e vincitore della Maglia Azzurra Gruppo Cassa Centrale di Miglior Scalatore. La INEOS-Grenadiers ha però reagito in discesa e nel successivo tratto pianeggiante, riportando la situazione compatta fino al traguardo volante di Chiusa.

Qui si è sganciato un drappello ancor più numeroso del precedente, con protagoniste ben 23 unità. Il gruppo di testa ha guadagnato quasi 4 minuti al gruppo della Maglia Verde Melinda, che ha lasciato spazio ai 23 fuggitivi, esattamente come nella tappa di ieri con arrivo a Predazzo. Sulla salita di Riomolino, nel circuito finale con arrivo a Brunico, si è dunque decisa la sfida per il successo di tappa. Appena imboccata l’ascesa è stato Simon Carr ad allungare sui compagni di fuga: il britannico era già stato protagonista di diversi attacchi e due tentativi di fuga in questa settimana di corsa. I soli che hanno provato a tenergli il passo sono stati il compagno di squadra George Steinhauser, Matteo Fabbro con il compagno Florian Lipowitz e il norvegese Johannes Kulset. Al passaggio dal GPM di Riomolino, Carr poteva contare su un vantaggio di 1’ dal compagno di squadra e 1’18” dal terzetto formato da Fabbro, Lipowitz e Kulset. Nella successiva discesa, Carr non si è preso alcun rischio, riuscendo a confermare il suo vantaggio sul traguardo di Brunico, tagliato a braccia alzate regalandosi il secondo successo della sua carriera da professionista. Dietro di lui ha completato la giornata perfetta della EF Education-Easypost Georg Steinhauser che ha battuto allo sprint Matteo Fabbro e Florian Lipowitz.

La classifica generale è rimasta invariata nelle prime posizioni: la Maglia Verde Melinda Tao Geoghegan Hart, Hugh Carthy e Jack Haig hanno raccolto gli applausi sul podio di Brunico, alle loro spalle Jefferson Cepeda (EF Education-Eaypost) che ha confermato il suo buon feeling con la corsa a tappe Euroregionale dopo aver conquistato la maglia di miglior giovane nel 2021.

Esce rinfrancato dal Tour of the Alps anche Lorenzo Fortunato, quinto a 38” dal leader, che è tornato ad esprimersi ad alti livelli. Dietro di lui Lennard Kämna, vincitore della terza frazione a Brentonico San Valentino. Rispetto a ieri hanno guadagnato invece una posizione Pavel Sivakov (7° a 56”), Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) ottavo a 58”, Felix Gall (AG2R-Citroën) nono a 1’20” e Torstein Traeen (Uno-X Pro Cycling Team) che chiude la top ten a 1’34”.

Grazie alle due vittorie di tappa ad Alpbach e Renon, Tao Geoghegan Hart ha conquistato anche la Maglia Rossa Manila Grace della Classifica a Punti. Con il passaggio al primo posto sul Passo Lavazè, la Maglia Azzurra Gruppo Cassa Centrale di Miglior Scalatore è invece andata a Sergio Samitier, mentre la Maglia Bianca Würth di Miglior Giovane è stata conquistata da Max Poole (Team DSM).

“È stata una settimana fantastica per me e per tutta la squadra, e In questa quinta e ultima tappa abbiamo dimostrato ancora una volta di che pasta siamo fatti”, ha commentato il campione britannico: “Non vedo questo successo come un modo di dimostrare qualcosa al team sul mio ruolo per i prossimi appuntamenti: credo che nel ciclismo e nella vita quello che dai, prima o poi, ritorni. In questi giorni, la squadra ha lavorato per me come io l’ho fatto per loro in tante occasioni in passato. L’importante è essere un unico collettivo”

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