Ingegneri trentini in assemblea, con un occhio al nuovo Codice dei Contratti Pubblici

Si è svolta mercoledì 24 maggio a Rovereto l’Assemblea generale dell’Ordine degli Ingegneri di Trento, che, dopo la relazione della Presidente Silvia Di Rosa e l’approvazione del bilancio consuntivo 2022, ha visto un importante approfondimento sul nuovo Codice dei Contratti Pubblici con autorevoli esperti del territorio e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per celebrare il centenario dell’Albo degli Ingegneri (1923‐2023), inoltre, è stata allestita all’esterno della sala Piave una mostra itinerante sulla storia dell’Albo dalla nascita fino ai giorni nostri, attraverso un percorso in 12 pannelli che illustravano altrettante date significative per la storia della categoria.

Ma l’assemblea è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio del primo anno di lavoro del Consiglio in carica: “Siamo oggi a 2.922 iscritti, stiamo crescendo molto rispetto al passato. Anche la presenza femminile è in aumento e oggi è pari al 18% degli iscritti. Ma oltre alla crescita numerica, stiamo cercando di rappresentare e coinvolgere la nostra categoria al meglio: abbiamo promosso incontri sui territori, attivato accordi‐quadro e convenzioni importanti ad esempio con l’Università di Trento, con STEP‐TSM e con CITRAC. Anche le nostre Commissioni stanno lavorando molto per la sicurezza del nostro territorio e dei cittadini”, è la positiva valutazione che la Presidente Silvia Di Rosa ha fatto del suo primo anno di lavoro alla guida dell’Ordine. Al centro della relazione di apertura dell’assemblea generale, hanno trovato quindi spazio anche gli impegni che l’attuale consigliatura intende assumere per il futuro. Tra i punti strategici enunciati dalla Presidente, ci sono il rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza degli iscritti all’Ordine, non solo con il potenziamento degli strumenti di comunicazione digitale, ma anche tramite incontri delocalizzati con gli iscritti; mentre l’altro grande obiettivo del Consiglio in carica è dare voce a tutti i settori dell’ingegneria, sia in termini di percorso  di laurea che di inquadramento professionale. Sul tema oggetto dell’approfondimento della giornata, il nuovo Codice dei Contratti pubblici, Di Rosa ha sottolineato che “il punto su cui ci impegneremo come categoria sarà porre al centro la qualità progettuale e il ruolo degli ingegneri chiamati a progettare e dirigere i lavori. Anche a tutela della cittadinanza, perché le opere pubbliche hanno per definizione un valore sociale. Qualità accostata al minor prezzo è un ossimoro: un elevato livello qualitativo richiede competenze, tempo, impegno e quindi risorse economiche”.

I lavori dell’Assemblea sono stati aperti dal Vicepresidente e Assessore all’ambiente, urbanistica e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina. “La sfida per il Trentino è riconvertire, valorizzare sotto il profilo energetico, dell’innovazione e della tecnologia, le infrastrutture e il patrimonio edilizio. Ricordo ad esempio che sugli investimenti pubblici il valore della programmazione provinciale ha raggiunto i due miliardi di euro fino al 2036. In questa scommessa, i tecnici e i professionisti come gli ingegneri sono un alleato prezioso per la Provincia e i Comuni. Occorre però continuare a lavorare: sulla semplificazione delle procedure amministrative, sulla tutela del territorio, rispettando l’obiettivo “consumo di suolo zero” al 2030 fissato dalla strategia provinciale, sul recupero degli immobili anche non utilizzati, favorendo allo stesso tempo l’accessibilità e la disponibilità abitativa per giovani coppie, single, famiglie. È un percorso che abbiamo già intrapreso con apposite norme e incentivi provinciali. Bisogna continuare in questa direzione”.

A seguire, l’Assessore alla Qualità del vivere urbano del Comune di Rovereto, Andrea Miniucchi: “Stiamo vivendo un periodo di mutazione, cambiamento e incertezza sotto il profilo delle regole. Vi sono importanti novità nei diversi segmenti del mercato edilizio, piuttosto che negli aspetti di gestione del territorio. Ci siamo appena lasciati alle spalle il Bonus 110% e oggi siamo impegnati nella realizzazione delle opere connesse al PNRR. Il Comune di Rovereto ha ricevuto finanziamenti per oltre otto milioni di euro, che diventeranno verosimilmente più di dieci e ha messo in bilancio 23 milioni a finanziamento. Vi sono sessanta professionisti coinvolti che lavorano spalla a spalla con i sedici tecnici interni. Sono sfide importanti perché ridistribuiscono non solo ricchezza, ma si basano e ridefiniscono il ruolo che i liberi professionisti hanno in questi processi”.

L’ing. Luca Scappini, consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri, ha ricordato come “l’Assemblea degli iscritti, nella vita di ogni Ordine professionale, sia sempre un momento di estrema importanza, anche per informarsi sulle novità che impattano con la nostra professione. La presenza odierna di rappresentanti del Consiglio Nazionale su tematiche come il nuovo Codice dei Contratti o la disciplina dell’Equo Compenso, permette di portare ai colleghi trentini informazioni dirette da parte di chi ha seguito lo sviluppo di queste normative e di attivare un proficuo dibattito su questi temi”.

L’assemblea è proseguita con il tema della giornata, il nuovo Codice dei Contratti Pubblici di cui al D. Lgs 36 del 31 marzo 2023. Lo ha introdotto l’avv. Antonio Tita, dirigente generale APAC Provincia Autonoma di Trento: “Come Provincia autonoma di Trento, intendiamo adeguarci al nuovo Codice il prima possibile: stiamo lavorando a ritmo serrato per portare la legge in Consiglio Provinciale entro luglio. Obiettivi più volte richiamati dal nuovo Codice sono la riduzione drastica del numero di operatori che partecipano alle gare e del numero delle stazioni appaltanti. In tal senso, lo scenario che si apre per il Trentino richiede una seria considerazione. La maggior parte delle stazioni appaltanti trentine, infatti, non possiede le qualifiche richieste dal Codice. Solo poche organizzazioni possono vantare queste expertise. Nostro obiettivo è difendere il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti che abbiamo creato in Trentino e stiamo cercando una mediazione con il presidente dell’ANAC Busia per far sì che si possa proseguire con il nostro sistema di qualificazione”.

Gli obiettivi ambiziosi e le intenzioni positive del nuovo Codice sono stati sottolineati dall’ing. Michele La Penna, Rete delle Professioni Tecniche, coordinatore Gruppo di lavoro sui Lavori Pubblici, che ha lodato “la volontà di dare maggiore autonomia e discrezionalità alle stazioni appaltanti, la semplificazione delle procedure sottosoglia, la digitalizzazione di tutte le fasi dell’opera
pubblica, la riduzione dei tempi delle procedure. Di contro, il vulnus principale del nuovo Codice sta nel rischio che venga marginalizzata la progettazione dell’opera pubblica e i progettisti. Parere
negativo anche sui requisiti spropositati di partecipazione alle gare, mentre per ridurre i tempi di attuazione delle opere pubbliche non si è intervenuti semplificando i passaggi burocratici, ma al
contrario concentrando le fasi della progettazione”.

Anche l’ing. Sandro Catta, componente del Consiglio Nazionale Ingegneri con delega Lavori Pubblici, ha sottolineato come il nuovo Codice rappresenti “un significativo sforzo del Governo verso
la semplificazione e l’accelerazione dei tempi di esecuzione delle opere pubbliche. A fronte dell’introduzione di diverse innovazioni, in particolare sui principi fondanti e sulla digitalizzazione dei
processi, rimangono ancora diverse criticità, che penalizzano particolarmente gli studi professionali medio‐piccoli. Anche grazie al confronto con i singoli Ordini Territoriali, il CNI sta promuovendo intensa azione di sensibilizzazione delle Istituzioni, affinché si giunga, prima ancora che il testo acquisisca efficacia, alla promulgazione di un correttivo che possa superare le principali criticità ancora in essere”. Infine, il geom. Andrea Basso, presidente ANCE Trento, ha rappresentato la posizione delle imprese: “Col nuovo Codice ci sarà innovazione, velocizzare è positivo, ma importante è anche l’attenzione che la Provincia autonoma di Trento e l’APAC ci metteranno nel verificare i pro e contro e fare in modo che questo nuovo Codice rappresenti davvero un’occasione di cambiamento epocale di come si vedono imprenditore e imprese e di una nuova stagione di collaborazione fra imprese e pubblica amministrazione”.

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