Bostrico, diffusione in calo del 58% rispetto al 2022

E’ in calo rispetto al 2022 la diffusione del bostrico, secondo i primi dati stagionali riportati dal Servizio foreste e dall’ufficio fitosanitario della Provincia di Trento.

Per monitorare la diffusione del bostrico, da inizio aprile sono state reinstallate sul territorio 221 trappole a feromoni. A fine maggio, le catture medie in provincia sono pari a 3.755 individui per trappola, a fronte delle 8.945 unità registrate alla stessa data nel 2022 (-58%). La causa, riporta la Pat, è l’andamento meteorologico.

Le catture sono inferiori a quelle del 2022 in tutti i distretti forestali, fatta eccezione per la zona di Trento, in cui comunque la situazione generale rimane buona. Con il procedere della stagione è probabile che le catture aumenteranno, ma, secondo i tecnici della Provincia, è molto probabile che l’accorciamento del periodo utile per lo sviluppo dell’insetto comporti una diminuzione del numero di generazioni in grado di svilupparsi nel corso del 2023.

Una situazione che potrebbe portare ad una contrazione del carico di insetti che attaccheranno prossimamente le foreste – dopo lo stress inflitto dalla tempesta – ed in particolare l’abete rosso nella seconda parte dell’estate e la prossima primavera. È comunque necessario attendere a breve la conclusione del volo della generazione svernante, prima di effettuare previsioni attendibili.

Dal primo gennaio 2023 ad oggi sono già stati assegnati 380mila metri cubi di legname attaccato dal bostrico, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso ne erano stati assegnati 122mila metri cubi. Le quantità da recuperare sono ingenti, e vanno pertanto evitate assegnazioni o tagli di materiale fresco nelle aree dove il bostrico è presente, considerando che ha una capacità di diffusione variabile tra i 500 e 1.000 metri, in modo da evitare ulteriori danni.

Per quanto riguarda invece le vendite, attraverso il portale online del legno trentino, da gennaio sono state esperite 118 aste, delle quali 84 nella forma dell’asta pubblica. Sono stati così venduti 194 lotti di legname di abete (questa la specie colpita dal coleottero): 110 lotti in piedi, pari a 102.500 metri cubi netti di legname e 84 lotti a strada (20.600 metri cubi netti). Nello stesso arco temporale sono stati venduti dai proprietari forestali ulteriori 97 lotti, per circa 37.000 metri cubi netti, in maniera tradizionale, senza utilizzare il portale del legno.

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