Marmolada, Messner: “Siamo chiamati a frequentare le vette con consapevolezza”

“La montagna è là e ci offre la possibilità di emozionarci. Contiene però per sua natura dei pericoli: si tratta di ambienti che non possono essere esenti da rischi. E allora noi non possiamo che accettarlo, ma per questo siamo chiamati a frequentare le vette con questa consapevolezza e usando la massima prudenza”. Così Reinhold Messner, l’alpinista re degli ottomila, che è intervenuto ieri sera, sabato 1° luglio, a Canazei, nell’ambito della serata “Marmolada, il futuro della montagna al tempo del cambiamento climatico”.

La serata di Canazei ha aperto la tre giorni di iniziative a ricordo della tragedia di anno fa, quando il crollo di 63.300 metri cubi di ghiaccio strappò la vita a undici persone.

Sono 127 gli operatori che intervennero sul ghiacciaio nel giorno dell’evento, con l’aiuto di altre 96 unità di supporto. Lo ha ricordato il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, presente all’evento. “Oggi – ha aggiunto Fugatti – la Provincia è impegnata nei monitoraggi con sistemi avanzati per indagare la presenza di acqua liquida nel ghiacciaio, ma la montagna deve continuare ad essere vissuta. Le precauzioni sono necessarie, ma diciamo no alle ideologie: le precauzioni sono necessarie, ma allo stesso tempo le montagne non possono essere chiuse”.

Promosso dal Comune di Canazei in collaborazione con l’associazione “Ensema per Cianacei”, l’appuntamento ospitato in teatro ha visto la presenza in platea anche di alcuni familiari e amici delle vittime e sopravvissuti alla disgrazia. “Chi come me ha perso un familiare in quota, comprende meglio di ogni altro che la montagna rappresenta una dimensione che supera ogni nostra capacità di immaginare o pensare. Non c’è rabbia, perché la montagna non compie errori. Nessuno poteva immaginare o prevedere un evento di quelle dimensioni in Marmolada. Il ghiaccio è molto sottile e un anno fa sicuramente il caldo ha avuto la sua parte nel crollo del seracco”, ha osservato Messner, intervistato dai giornalisti Andrea Selva ed Elisa Salvi.

Secondo il glaciologo del Muse Christian Casarotto, nonostante la presenza di crepacci sul ghiacciaio, non vi erano elementi per anticipare ciò che invece è accaduto: “Solo con un mirato monitoraggio, utile a raccogliere dati di dinamica e movimento della massa glaciale, può essere possibile descrivere l’evoluzione della situazione. E la storia del ghiacciaio della Marmolada, che non ha mai fatto registrare eventi di questo tipo, rendeva ingiustificabile mettere in piedi questa attività prima del 3 luglio 2022. Il crollo del seracco rappresenta una variabile di quanto sta accadendo in tutto il mondo, con la consistente riduzione di volume dei ghiacciai causata dall’aumento delle temperature, aumento determinato dall’impronta antropica”.

Dopo l’istituzione della zona rossa all’indomani del terribile evento, dettata da motivi di sicurezza, durante la stagione invernale la montagna è stata totalmente accessibile. Il sindaco di Canazei Giovanni Bernard ha spiegato che “ad un anno dal 3 luglio, la Marmolada appare imbiancata ma il processo di scioglimento è lo stesso. Attraverso i rilievi con strumentazione ad hoc, la Protezione civile sta monitorando la montagna e sulla base dei dati spetterà a noi assumere i necessari provvedimenti. Diciamo no alle chiusure, ma intendiamo verificare se ci siano le condizioni per prevenire, pur sapendo che non è possibile mettere in sicurezza tutta la montagna”.

Gli appuntamenti di commemorazione proseguiranno oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio Abate di Alba di Canazei con i canti di montagna proposti dal coro Valfassa diretto dal maestro Stefano Lazzer. Infine domani – 3 luglio – giorno dell’anniversario, alle 11 a monte di Passo Fedaia sarà celebrata la messa in suffragio delle vittime (in caso di pioggia, nella chiesa parrocchiale di Canazei). Seguirà la benedizione di uno spazio nella natura dedicato alla meditazione e alla preghiera e la scopertura di una targa commemorativa.

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