A San Giovanni Fassa domenica il ricordo di padre Ghetta a 10 anni dalla scomparsa

Padre Frumenzio Ghetta. Foto © GiannI Zotta

Domenica 21 aprile (ore 16) presso la sede dell’Istituto Culturale Ladino a San Giovanni di Fassa la Majon di Fascegn e l’Union di Ladins de Fascia ricorderanno padre Frumenzio Ghetta de Martin a dieci anni dalla sua scomparsa, nell’ambito delle iniziative dell’Aisciuda Ladina.

Padre Frumenzio era una persona eclettica, ricercatore accorto che ha dato una storia alla Val di Fassa a partire dalla preistoria; è stato anche poeta, sostenitore della questione ladina e religioso conosciuto e apprezzato non solo in Val di Fassa. Non si può dimenticare che lo storico fassano si è fatto più volte onore anche fuori valle; ricordiamo che per caso, fra le pagine di un antico libro, fu lui a rinvenire il diploma originale di concessione del simbolo dell’aquila di San Venceslao al principe vescovo di Trento, divenuto stemma della Provincia autonoma.

Alberto Antonio Ghetta, questo il suo nome di battesimo, era un uomo curioso, sorridente e originale, amante della montagna e della sua terra, poeta, con grandi abilità manuali e particolarmente affezionato alla sua famiglia, che ha lasciato da giovanissimo per diventare prete.

Il pomeriggio in suo onore sarà caratterizzato da momenti durante i quali attraverso parole, poesie, musica e orazioni padre Frumenzio sarà ancora fra la sua gente, con tutto ciò che ha lasciato in eredità. Un ricordo dello studioso da parte di chi con lui ha lavorato, accanto a un ricordo della sua famiglia che in modo simpatico e nuovo proporrà anche un aspetto più privato ma dolce del fratello e zio “Tonin”. Alle 18, nella Pieve di San Giovanni, sarà anche celebrata una Messa per Padre Frumenzio. Istituzioni e famiglia dunque, insieme per un saluto corale e un momento di identità genuino in un giorno di primavera in Val di Fassa.

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