Cartai del Trentino in sciopero mercoledì: coinvolti circa 1500 addetti

Mercoledì 17 dicembre i cartai del Trentino, come nel resto d’Italia, incroceranno le braccia per quattro ore alla fine di ogni turno per il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da oltre un anno.

“Fino a pochi anni fa, lavorare in cartiera significava garantirsi una vita dignitosa, una stabilità economica e una prospettiva familiare serena. Oggi, invece, stipendi bloccati e condizioni economiche difficili hanno reso il settore meno attrattivo, con conseguenze drammatiche. La situazione è ancora più grave nel nostro territorio dove il caro vita è ancora più pressante, i costi delle abitazioni sono alle stelle e le famiglie si sono impoverite”, rimarcano i sindacati.

La piattaforma sindacale chiede un aumento di 311 euro lordi, somma che servirebbe a recuperare il potere d’acquisto perso tra il 2022 e il 2024 a causa dell’inflazione. “Chiediamo aumenti veri e stabili in busta paga”.

La cifra richiesta dai sindacati non è casuale: rappresenta il recupero di tre anni di inflazione persa dai lavoratori dal 2022 al 2024, senza considerare che si sta per chiudere il 2025, quindi un ulteriore anno di potere d’acquisto perso.

Il contratto dei cartai riguarda in Trentino circa 1500 addetti. Mercoledì sciopereranno tutti gli impianti produttivi, dunque il gruppo Fedrigoni, la cartiera di Condino, quella di Villalagarina, le cartiere del Garda. Dalle 9 è in programma un presidio di protesta di Slc Uilcom e Ugl davanti allo stabilimento della Fedrigoni di Arco.

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