Nuovo anno, nuova sanità trentina: l’Azienda cambia nome, nasce Asuit

L’atrio dell’ospedale Santa Chiara di Trento. foto (C) Gianni Zotta

È scattato con il nuovo anno il nuovo corso della sanità trentina: a partire dal 1° gennaio 2026 l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento ha una nuova denominazione e una nuova identità: Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, in sintesi: Asuit.

“Cambia il nome, ma non l’impegno verso le persone”, hanno assicurato con una frase a effetto i vertici della Provincia e dell’Azienda sanitaria, artefici della trasformazione. In effetti per i cittadini, a parte denominazione e identità visiva cambierà ben poco: le novità, invece, si concentreranno sul fronte del modello organizzativo e della governance. In questo senso, come si intende già dal nome, assume un’importanza rilevante il ruolo dell’Università e della ricerca.

Asuit nasce per rafforzare in modo stabile l’integrazione tra l’assistenza sanitaria, la didattica e la ricerca, attraverso una collaborazione strutturata con l’Università di Trento, e seguendo un modello, già diffuso a livello nazionale nelle aziende sanitarie universitarie, che consente di mettere in rete cura, formazione dei professionisti e innovazione scientifica.

La ricerca sanitaria assume un ruolo centrale e coordinato, con una governance dedicata e con risorse esplicitamente riconosciute, diventando una funzione strutturata dell’Azienda, con un responsabile scientifico nominato d’intesa con l’Università. Accanto ai dipartimenti assistenziali, Asuit prevede la costituzione di Dipartimenti ad attività integrata (Dai), pensati per favorire il raccordo diretto tra cura, insegnamento e ricerca.

“Un’evoluzione importante per la sanità trentina”, l’ha definita il direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Ferro: “Investire in ricerca e formazione significa mettere a disposizione dei cittadini innovazione, qualità delle cure e competenze sempre più avanzate. L’ingresso strutturato dell’Università non modifica la nostra priorità: l’assistenza resta e continuerà a essere centrale. Asuit nasce per rafforzarla, non per allontanarla dai bisogni delle persone”, ha spiegato, prima di ricordare i numeri dell’organizzazione: 3.000 infermieri, 1.200 operatori socio-sanitari, 1.500 professionisti dell’area tecnica, 1.000 amministrativi, 820 tecnici, 1.310 medici e veterinari, 23 professori.

“È un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza”, ha detto il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti, “il risultato di un percorso importante nato con il Corso di Laurea magistrale in medicina e chirurgia, che ha saputo rendere Trento attrattiva e credibile, e al tempo stesso l’inizio di una nuova fase che dimostra la capacità del sistema trentino di affrontare le sfide della sanità del futuro”. Che, nelle intenzioni della nuova Asuit, sarà sempre più frutto di un’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca.

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