La Fondazione Filarmonica Trento propone una rassegna di cinque matinée domenicali (alle 10.30) che intrecceranno due anime complementari del concertismo contemporaneo: il grande patrimonio della musica classica e la vitalità creativa delle nuove generazioni di interpreti.
La rassegna si aprirà con Achille Fait in Trio (1 febbraio), che vedrà protagonisti Achille Fait al corno, Valentina Benfenati al violino e Matteo Scalet al pianoforte. Il programma metterà a confronto tre pilastri del repertorio cameristico: il Quintetto K 407 di Wolfgang Amadeus Mozart (in trascrizione per trio), la Sonata op. 30 n. 3 di Ludwig van Beethoven e il celebre Trio op. 40 di Johannes Brahms, pagina di straordinaria ricchezza timbrica e intensità espressiva.
Un concerto che valorizzerà una formazione rara e affascinante, capace di alternare brillantezza virtuosistica e lirismo raccolto. Seguirà The Rite Duo (15 febbraio), con Marco Rinaudo e Stefano Visintainer al pianoforte a quattro mani. Il programma è interamente dedicato alla musica italiana tra Otto e Novecento e attraversa pagine di Ottorino Respighi, Alfredo Casella, Ferruccio Busoni e Giuseppe Martucci. Un viaggio sonoro che restituisce un’Italia musicale colta, europea e sorprendente, tra suggestioni popolari, raffinatezze timbriche e slanci poetici.
Il terzo appuntamento è affidato a BachRockQuartet (1 marzo), quartetto di fagotti formato da Riccardo Papa, Monica Zepeda, Manuel Cester e Paolo Dreosto. Il programma attraversa epoche e stili, da Monteverdi e Johann Sebastian Bach fino a Mozart, Verdi, Prokofiev e Queen, dimostrando come uno strumento tradizionalmente legato all’orchestra possa diventare protagonista di un racconto musicale dinamico, ironico e sorprendentemente contemporaneo.
Il quarto concerto, che vedrà sul palco il Trio Bedřich (15 marzo), è realizzato in collaborazione con l’Accademia Stauffer di Cremona. Accanto al trio – Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte) – si unisce Annika Starc alla viola, per affrontare due grandi architetture romantiche: il Quartetto in la minore di Gustav Mahler e il Quartetto op. 25 di Johannes Brahms, con il celebre Rondò alla zingarese. Un incontro tra alta formazione e pratica concertistica che guarda con decisione al futuro della musica da camera.
Chiude la rassegna il Trio Nebelmeer (29 marzo), formato da Loann Fourmental (pianoforte), Arthur Decaris (violino) e Florian Pons (violoncello), vincitori del Premio “Trio di Trieste” 2024. Il programma accosta due monumenti del repertorio cameristico: il Trio “Arciduca” op. 97 di Beethoven e il Trio op. 50 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, pagina di intensa forza lirica e drammatica. Un concerto che unisce eleganza formale e passione romantica, affidato a uno degli ensemble emergenti più interessanti del panorama europeo.
I biglietti e tutte le informazioni sui singoli appuntamenti sono disponibili sul sito ufficiale della Fondazione filarmonica-trento.it.