A Sociologia un’opera che racconta i “limiti del linguaggio” descritti da Chomsky

A prima vista potrebbe sembrare nuova attrezzatura sportiva: un traliccio da basket, una struttura lignea alta quattro metri. In realtà si tratta dell’opera d’arte che da alcuni giorni è stata installata nella corte centrale al piano terra della sede del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale in via Verdi, a Trento. Realizzata dal collettivo di artisti Museo Wunderkammer (Mwk), l’installazione è accompagnata dal proprio titolo – Colorless Green Ideas Sleep Furiously (Incolori idee verdi dormono furiosamente) – articolato in quattro “insegne” di legno intercambiabili, ciascuna recante una parte della celebre frase nonsense elaborata dal linguista Noam Chomsky.

L’installazione di questa prima opera rientra nel progetto del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale di ospitare interventi artistici nei propri spazi universitari. L’opera sarà presentata e commentata martedì prossimo, 10 febbraio alle 18 nella corte interna di Palazzo Sociologia, in un incontro a cui parteciperanno gli artisti Luca Bertoldi e Giusi Campisi del collettivo Museo Wunderkammer (Mwk), i professori Andrea Brighenti e Giolo Fele del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale e il responsabile della Galleria Civica di Trento-Mart Gabriele Lorenzoni. L’opera rimarrà nella corte interna di Sociologia fino al prossimo 31 marzo, e potrà essere ammirata gratuitamente negli orari di apertura della sede.

L’opera – Utilizzata per la prima volta da Chomsky nella tesi The Logical Structure of Linguistic Theory (1955), e successivamente in Syntactic Structures (1957), la frase è divenuta emblematica delle riflessioni sui limiti del linguaggio, dimostrando come la regolarità formale di una proposizione non implichi necessariamente la produzione di un significato condivisibile. Pur rispettando la correttezza grammaticale della lingua inglese, la frase mette in crisi la possibilità di generare un’immagine univoca e coerente, esponendo una frattura tra struttura ed esperienza del reale.

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