Nel suo laboratorio di Saone, culla dei suoi genitori e della sua creatività, Carmen Buganza portava avanti da anni una silenziosa e appassionata missione: quella di “salvare il mondo” con la bellezza della sua arte. In tanti l’hanno ricordata sabato pomeriggio, storditi dall’improvvisa scomparsa a 59 anni per un malore nella propria casa a Fiavè (dopo le dimissioni dal Pronto Soccorso di Tione) , sottolineando la preziosità della sua ricerca dentro la pietra e il vetro, appresa dai maestri di Burano e gustata da tanti estimatori online e nelle fiere dell’artigianato trentino. Ma solarità e trasparenza segnavano anche il suo animo riservato e gentile, la capacità di amicizia e di cura, testimoniati da don Gianni Poli e dagli amici, stretti attorno a Luca Bronzini, anima della scuola Penny Wirton, al figlio Martino e agli altri familiari.